|
Ampie vele ammainate abbandonate sul palcoscenico, sospese nella luce rosata e nella rarefatta bellezza di una magistrale astrazione visiva, evocavano la calma e la malinconia della sera lagunare nel celebre allestimento che Giorgio Strelher donò delle Baruffe chiozzotte di Carlo Goldoni.
Tra i primi a riscoprire la dimensione intimista e autoriale del commediografo veneziano, il grande regista triestino ne amò, fino all’identificazione, l’aspetto crepuscolare, proprio di quella società del Settecento veneto che, seppure senza apparenti rivoluzioni, prendeva atto della fine di un’epoca e del progressivo sostituirsi da parte della borghesia all’antico ceto nobiliare nell’amministrazione del denaro e del potere.
Forse nessuno, infatti, più di Goldoni ha saputo restituire con maggiore precisione il ritratto non solo di una civiltà in inarrestabile evoluzione, ma anche dei luoghi fisici di Venezia e della sua laguna, che non a caso – come accade, ad esempio, con Il campiello - diventano, più che sfondi, veri protagonisti della sua opera.
Appare, dunque, particolarmente lodevole l’iniziativa di Arteven di continuare a diffondere presso i giovani, dopo la scorsa edizione dedicata a Shakespeare, la conoscenza della storia e della civiltà venete attraverso il teatro, che quest’anno focalizza, in occasione del duplice tricentenario, l’opera dei grandi rivali Gozzi e Goldoni.
Nei due mondi, contemporanei ma diversissimi, che si verranno a confrontare, i ragazzi potranno misurare da un lato la continuità di una tradizione colta, fantastica e fiabesca che, nel Gozzi, rilegge la commedia antica, dall’altro lo spaccato realista che anima e motiva il mondo goldoniano, giungendo alla ridefinizione di quella “commedia dell’arte” da cui pure nacquero le sue prime sperimentazioni teatrali.
Ed è, ancora, con un omaggio a Strelher che ci piace chiudere. Nelle sua magistrale rilettura delle Mémoires, infatti, fa dire a Goldoni a proposito del rivale che, a difesa della casta nobiliare, lo accusava di sovvertire l’ordine sociale: “E' tutta la mia vita infangata. Non so come difendermi. Lui è spietato, lui è nobile. Lui può. Io non sono così intelligente. Ma io scrivo quello che sento giusto. Io amo gli uomini.”
| |
GIANCARLO GALAN
Presidente della Regione del Veneto
|
Vi sono autori con i quali gli attori, i registi - anche quelli più spinti sul versante della ricerca e dell'innovazione - finiscono prima o poi per affrontare, perché troppo forte è la spinta a mettere alla prova il proprio talento e la propria vocazione con la grandezza di un testo classico.
Carlo Goldoni è sicuramente uno degli autori che dal settecento in poi più è stato interpretato e indagato, talvolta anche saccheggiato e ancora vivido è il suo impulso sulla scena contemporanea.
Ma per non correre il rischio che le giovani generazioni caschino nell'equivoco di considerare noiosa la tradizione, abbiamo voluto ancor una volta offrire uno strumento di approfondimento capace di creare una relazione privilegiata con gli studenti degli istituti superiori.
Infatti due anniversari importanti per il teatro si intrecciano in questo periodo: i trecento anni della nascita di Carlo Goldoni che cadranno nel 2007 e i duecento anni dalla morte di Carlo Gozzi celebrati nel 2006. Due acerrimi nemici di allora si ritrovano per uno strano gioco del destino
così vicini.
I due Carli, entrambi veneziani, hanno legato la propria vicenda umana e artistica in una tenzone letteraria fatta di rivalità, dispetti reciproci, che ha segnato il settecento culturale veneziano e non solo. Andrea Pennacchi, ancora una volta, è l'attore a cui abbiamo chiesto di disegnare un progetto capace di raccontare con il suo sguardo scanzonato e divertito, le opere e le esistenze di due grandi intellettuali.
Con l'orgoglio di chi da anni lavora sul territorio regionale per diffondere la cultura teatrale, riconosciamo in quest'occasione l'importante opportunità di offrire ai giovani un nuovo approccio a un teatro, una lingua, a testi profondamente legati alle nostre radici, ma che al contempo hanno avuto la forza culturale di superare i confini regionali e farsi parole poetica e letteraria nel mondo.
Con questo nuovo progetto di promozione del pubblico resta valido l'invito, sempre prioritario, di andare a teatro e assistere alla messinscena dei tanti allestimenti goldoniani che il prossimo anno vivranno nei palcoscenici del Veneto.
| |
ANSELMO BOLDRIN
Presidente di Arteven Circuito Teatrale Regionale
|
|