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«Non esiste mondo fuor dalle mura di Verona», così scriveva William Shakespeare, nel 1597, in uno dei suoi drammi più noti «Giulietta e Romeo», e da allora Verona è divenuta il simbolo universale dell’eterna tragedia dell’amore impossibile.
E troviamo di nuovo un riferimento alla città ne «I due gentiluomini di Verona», ma non è questa l’unica città veneta a fare da sfondo ai suoi capolavori. Shakespeare ci trasporta anche in una Venezia fantastica e tragica, teatro ora del drammatico conflitto tra morale e legge, tra diritto e vendetta con «Il Mercante di Venezia», ora di intrighi di potere, di invidie e rancori, di amore e morte, con l’»Otello».
Il Veneto fu davvero un’inesauribile fonte di ispirazione per Shakespeare, ben un terzo dei suoi drammi è ambientato in Italia, tanto da far sospettare ad alcuni critici e storici che egli non fosse inglese bensì italiano.
In questo suo fertile e geniale modo di ricevere e rielaborare le vicende del proprio tempo, ancor oggi possiamo seguire un immaginario racconto su noi stessi, sulle nostre radici, sulla nostra storia, e ciò ci aiuta non solo a conoscerla meglio ma anche a considerare l’umanità e i nostri destini con maggior saggezza e serenità.
É un grande merito quindi quello di Arteven: far conoscere ai giovani l’estremo valore del teatro, in tutte le sue diverse espressioni, in modo particolare nelle parole di Shakespeare. Si tratta di una straordinaria opportunità di viaggio nella storia, nel presente, verso il futuro. Un’occasione culturale alla quale auguriamo il meritato successo.
Sono certo che i nostri studenti proveranno il desiderio di leggere, di conoscere a fondo i capolavori shakespeariani, ritrovando in quei capolavori richiami geniali al fascino della nostra terra, resa mitica, immortale, fantastica dal grande autore per il quale «Tutto il mondo è teatro. E gli uomini e le donne puri istrioni tutti».
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GIANCARLO GALAN
Presidente della Regione del Veneto
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È vocazione di Arteven Circuito Teatrale Regionale l’attenzione per le nuove generazioni di spettatori, dal «Premio Arteven per la scuola» alla programmazione di teatro ragazzi in tutta la regione.
Per questo non abbiamo voluto mancare neppure quest’anno all’appuntamento con gli studenti degli istituti superiori del Veneto: sta diventando tradizione per noi, dopo le lezioni/spettacolo degli ultimi anni sui Moti del ’48, Ruzante, Palmieri e Petrarca, offrire alle scuole l’opportunità di un approfondimento che divenga anche momento di conoscenza e lettura delle radici culturali del nostro territorio. E con l’occasione accompagnare al progetto un agile strumento editoriale che possa fare da guida e conservarne la memoria.
Stavolta siamo a proporre un viaggio intorno all’opera di William Shakespeare. Battiamo una nuova strada e proponiamo un nuovo punto di vista. Nessun anniversario legato al drammaturgo inglese, ma il desiderio di soffermarci sui tanti luoghi veneti descritti nelle opere, teatri immaginari delle vicende dei protagonisti shakespeariani: scoprirne la venetità - come direbbe Andrea Zanzotto – prenderla a pretesto per rileggere alcune delle pagine più belle del bardo e al contempo abbracciare il Veneto in un unico sguardo.
Andrea Pennacchi, giovane attore di talento anche appassionato studioso di letteratura inglese, ha accolto il nostro invito a proporre ai ragazzi un originale percorso attraverso le tragedie e le commedie di Shakespeare: il risultato è una lezione semiseria, che grazie anche alle splendide traduzioni di Salvatore Quasimodo e Luigi Meneghello, diviene racconto poetico e comico, a tratti inedito e irriverente.
L’augurio ai ragazzi è quello di buona lettura e buon ascolto, l’invito ad assecondare la propria curiosità e rileggere pagine di una bellezza senza fine.
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ANSELMO BOLDRIN
Presidente di Arteven Circuito Teatrale Regionale
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