Il 2020 è stato l’anno in cui è iniziata la pandemia che ancora oggi stiamo combattendo. Lunedì 24 febbraio per la prima volta viene sospeso tutto: la vita sociale si ferma. Lo spettacolo, assieme a tutte le altre forme di socializzazione, sono bruscamente interrotte. Poi, durante l’estate, un piccolo spiraglio ci ha fatto tornare a sperare e la Regione ha voluto concorrere alla riapertura sostenendo, oltre alle attività ordinarie, il proprio braccio operativo Arteven che, a sua volta, ha guardato agli artisti del Veneto ridando loro la possibilità di portare la cultura in molti luoghi del territorio. In seguito all’investimento per la riapertura autunnale, ad ottobre arriva il nuovo blocco. Tutto il lavoro di ricostruzione si volatilizza. C’è la mortificazione ma è proprio in quel momento che abbiamo constatato la grande energia che distingue i marinai d’acqua dolce da quelli abituati a sopravvivere alle tempeste. Voglio cogliere l’occasione di questa introduzione al dossier istituzionale del Circuito Regionale del Veneto per ringraziare gli operatori della nostra partecipata. Perché se è vero che il mio assessorato non li ha mai abbandonati è altrettanto vero che siamo stati testimoni di cosa siano capaci. Se siamo qui a fare il bilancio di un anno terribile, mentre ne stiamo viviamo un altro, significa che possiamo contare su di loro anche quando il mare è in burrasca. Arteven ha saputo ideare nuove modalità con un massaggio cardiaco che ha permesso, non appena c’è stato un minimo di ripresa, di tornare a vivere anche se ad ottobre si è fermato tutto nuovamente. I numeri presentati in questo dossier dimostrano come il calo sia inferiore a quello dichiarato dalle altre istituzioni dello spettacolo dal vivo nel resto d’Italia. Di questa laboriosità e capacità ideativa, oltre che realizzativa, siamo molto orgogliosi.
Salute.

Cristiano Corazzari
Assessore alla Cultura Regione del Veneto

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