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Paul Taylor
PAUL TAYLOR DANCE COMPANY

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Ancor più “born in the U.S.A.”, quasi da esserne un simbolo, l’altra compagnia, la Paul Taylor Dance Company, in scena al Teatro Romano per due serate in collaborazione con Arteven. L’ensemble, ora fondazione, è stato creato nel 1954 da Taylor, considerato da molti il più grande coreografo americano vivente. Icona indiscussa della modern dance americana, in oltre sessant’anni di attività, Paul Taylor (che il prossimo 29 luglio compirà ottantotto anni) ha creato oltre centoquaranta coreografie e continua a crearne. La genealogia della sua arte l’ha meravigliosamente riassunta Laura Shapiro sul Newsweek: «In principio c’era Martha Graham che ha cambiato il volto della danza e ha scoperto un nuovo mondo, seguita da Merce Cunningham che ha spogliato le forme esteriori per penetrare nel cuore del movimento, ed infine c’è Paul Taylor che fa penetrare il sole all’interno della danza». La compagnia newyorkese propone Cloven Kingdom del 1976, Piazzolla Caldera del 1997 e Promethean Fire del 2002, tre capolavori tutti e tre a firma di Taylor. Cloven Kingdom (Regno spaccato) mostra la doppia natura di dodici danzatori in abiti da sera: otto donne che volteggiano a ritmi mozzafiato in eleganti abiti jersey e quattro uomini in frac. La dignità formale finirà con lo svanire e una scimmia, citando Spinosa, sottolineerà che “l’uomo è un animale sociale”. Piazzolla Caldera rivisita invece il tango ricercandone i più reconditi istinti e assimila le donne e gli uomini che lo danzano a predatori sessuali che difendono il proprio territorio. E per finire, il toccante Promethean Fire: commissionato a Taylor all’indomani dell’11 settembre, evoca speciali dimensioni spirituali su toccate, preludi e corali di Bach mentre sembra prendere forma, in scena, una sorta di cattedrale umana. Tre capolavori imperdibili mai rappresentati a Verona.

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