Teatro Bresci
LA SIGNORINA JULIE

di August Strindberg
con Anna Tringali, Giacomo Rossetto, Eleonora Marchiori
regia Giorgio Sangati


August Strindberg sottolineava, sul finire dell’Ottocento, la necessità di ricreare un realismo quasi fotografico nella messa in scena attraverso il trucco teatrale, i dettagli. Quello che ci interessa oggi, invece, è la profondità del dramma. La notte di mezz’estate di shakespeariana memoria conduce il pubblico in una gabbia mentale (e simbolica): un sogno, un incubo immerso nel buio dell’oblio e dell’inconscio. Dentro la testa dei personaggi, degli spettatori. Non c’è nulla di naturalistico nella scena dai colori grigi (con elementi che ricordano gli oggetti dilatati che si trovano in una gabbietta per uccelli), nell’uso del suono; solo gli attori e i loro corpi si assumono il dramma che si fa carne e libera tutta la sua potenza.






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