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27 luglio 2012 ore 21.15
FIESSO D'ARTICO - Piazza Marconi
Ondadurto Teatro
FELLINIANA
Omaggio al grande regista con coreografie acrobatiche, musica dal vivo, effetti di luce e giochi d’acqua
da un’idea di Lorenzo Pasquali, Marco Paciotti e Cristian Paraskevas
regia di Marco Paciotti
YOUTEATRO: www.youteatro.it/video.asp?video=42426698
Il racconto di un viaggio, la storia di un sogno…
Nato in occasione del Primo Festival Internazionale di Cinema di Roma del 2006, e totalmente ricreato nel 2010, Felliniana vuole essere un omaggio al grande regista italiano.
Spettacolo in open-air con immagini dal forte impatto visivo, Felliniana si ispira ai capolavori del regista quali La Dolce Vita, Amarcord, E La Nave Va, La Strada, Le Notti di Cabiria, Boccaccio ’70, creando ambientazioni dai toni rarefatti e dalle tinte in bianco e nero.
Lo spettacolo utilizza coreografie acrobatiche, musica dal vivo, effetti di luce, giochi d’acqua e grandi macchinari scenici in movimento. Suggestive immagini video che si integrano in diretta alle azioni performative.
Lo spettacolo si avvale del patrocinio della prestigiosa FONDAZIONE FELLINI.
LA STORIA:
“…Mi sembra di sentire la voce di un mio antico produttore: << Ma come finisce così?…senza un filo di speranza, un raggio di sole… ma dammi almeno un raggio di sole!>>… un raggio di sole… ma, non so… vediamo”.
Una panchina, un lampione, alcuni panni stesi: inizia la storia… Allegre figure in plastica nel carosello del surreale mondo di Cinecittà. Sylvia chiama “Marcello, Marcello…” nel suo splendido accento straniero trasportata da un sidecar della seconda guerra mondiale… Fontana di Trevi trasformata in tritoni, ninfe, putti, versione anni ’50, muniti di secchi e annaffiatoi pieni d’acqua. Una Vasca stile impero posta al centro. Sylvia vi entra. 1.000 litri d’acqua le vengono scaraventati addosso fino a che lei terrorizzata, disfatta, zuppa da testa a piedi, fugge via.
Seducenti, provocanti, ma con un retrogusto malinconico emergono poi dalla penombra, le donne felliniane che sorridono con rapace ironia alla miseria della vita.
Ed ecco arrivare una enorme gonna sulla quale appare un sultano… un sultano nano (grazie ad un particolare costume) e il suo seguito di odalische… Un’ambientazione dal gusto esotico dove il maharaja dovrà tenere a bada a colpi di frusta le sue donne/fiere e ben presto risistemarle nella gonna che si trasforma in una gabbia … L’ambiente cambia improvvisamente e i diversi elementi scenografici si assemblano insieme ed ecco un’enorme nave… Fuochi pirotecnici in cielo e dal bordo della prua una cascata di scintille… Donne vestite di bianco e uomini in frac in un dolce Valzer senza tempo, sospeso, rallentato… Fumo… Nebbia. Tutti i personaggi incontrati nel nostro viaggio salgono a bordo… Le luci lentamente si spengono… Vento… FINE.
All’inizio dello spettacolo, sono due personaggi onirici che ci conducono nel vivo della storia: lei che sembra essere Gelsomina, poetica creatura nata dalla fantasia Felliniana, e lui, una guida magica all’interno di questo mondo, una guida che salta fino ad arrivare a tre metri, compie acrobazie aeree e muove tutto ciò che lo circonda…
I due ci portano per mano all’interno di questo fantastico mondo dove tutto sarà possibile…
Gelsomina si addormenta… ed il sogno inizia…
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