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TEATRO ALLE MADDALENE - Contrappunti
Rassegna Contrappunti 2- Universi Diversi
24 febbraio 2012 ore 21:00
PADOVA - Teatro alle Maddalene
 
altTEATRINGESTAZIONE
Canto trasfigurato di Moby Dick e d’altri mostri che ho amato creazione
 
TeatrInGestAzione
 

regia
 Gesualdi
|
Trono
 itinerari
drammaturgici
 
Loretta
Mesiti


 

 


La storia che ti racconto è quella di un uomo che ha giurato fedeltà a un pazzo, uno che ha affrontato l'oceano e il mondo dei mostri marini uno che ha visto la morte nuotargli davanti a fauci spalancate, uno che si è salvato aggrappato alla bara del suo più grande amico, che era un selvaggio, un uomo che ora può raccontare di essere l'unico superstite di un equipaggio che aveva giurato di fronte al proprio comandante di dire no alla natura e alle sue leggi, al bene al male e al loro legame. Quest' uomo su una lancia non più lunga di sei metri, ha navigato fianco a fianco a un capodoglio gigante lungo il triplo e grosso il quadruplo lo ha cacciato e infine lo ha ucciso, gli ha squarciato il petto e ne ha mangiato le carni, capisci! E' stato nel suo ventre. Ha affrontato tempeste in mare aperto con l'acqua che arrivava da tutte le parti, ha cacciato gli squali come si cacciano i cani che elemosinano gli avanzi ai piedi delle tavole imbandite, ha conosciuto principi guerrieri di paesi lontani, grandi uomini della cui scomparsa piangono popoli, e ne è stato amico pari a pari, mani nell'acqua a tirar su grasso di balena. Ed infine si è trovato di fronte a Moby Dick, ne hai mai sentito parlare? Così lo chiamano, è il più grosso capodoglio che sia mai esistito, colui che tutto distrugge e che ha memoria del male, il Leviatano. Un uomo che voleva scappare da se stesso e suo malgrado si è trovato davanti ai suoi mostri. Un inno alla sopravvivenza della propria umanità, in un mare pieno di pescecani, per ritrovare in sé ciò che c'è di divino e di eterno. Ovvero di Moby Dick canto, e d’altri mostri che ho amato. *nota per il pubblico Si passeggia per interminabili minuti col corpo rivoltato e l’anima all’aperto nei cortili del Manicomio Criminale di Aversa. In questi cortili ho incrociato gli occhi del mio mostro, e la sua tenerezza mi ha fatto schiavo. Seiano, è uno dei “mostri” che ho amato, nelle ore dell’attività teatrale, in manicomio, nella danza di passi lenti, nei canti squarciati al sapore di tabacco, amato in viaggio con Caino, in discesa libera all’inferno. E all’inferno è finito Seiano, e anch’io. Siamo saliti in scena insieme, da pari a pari il volo. Meraviglioso abbiamo gridato al nostro pubblico, e poi più nulla. Dopo pochi giorni massacrato a morte da “compagni” di cella lasciati agire indisturbati. Ma a lui la scena lo aveva risvegliato e ho deciso di regalargli il mio studio sul Moby Dick, il mio corpo e la mia demenza. Insieme dannati nel Paradiso. Nota di creazione e allestimento: Ognuno di noi ha dentro un luogo in fondo, non così tanto profondo, un inferno nel quale bruciano tutte le cattive passioni e le cattive intenzioni, bruciano dico perché nelle loro eruzioni hanno una potenza devastante, trasfigurante, il mio viaggio parte da questo luogo; posti dai quali normalmente fuggo e che visito solo per caduta e mai per discesa; quella caduta che parte dal quotidiano difendersi, dalla quotidiana esperienza del male, dalle scelte subite, che a corpo morto ti lasciano addosso ferite su cui il sale dell'impotenza infiamma il proprio senso di giustizia. 
 Come 
l'altre
 verrem
 per 
nostre
 spoglie,

 ma 
non
 però
 ch'alcuna
 sen 
rivesta,

 ché
 non
 è
 giusto
 aver
 ciò
 ch'om 
si 
toglie.

 Qui 
le
 strascineremo, 
e 
per
 la
 mesta

 selva 
saranno
 i
 nostri
 corpi 
appesi,

 ciascuno 
al
 prun
 de
l'ombra
 sua
 molesta

 
(INFERNO
XIII)
 
 così
 nasce 

il
r espiro 
della
 rabbia,
 non
 più
 soltanto 
sfiato 
taurino,
 ma
 spruzzo
 di
 sangue 
bruno,
 il
 sangue 
ulcerino 
misto 
a 
bile,
 avvisaglia
 del
 male 
che 
ha 
ormai 
preso
 piede 
e 
poco
 si
 può
 fare
 se
 non
 dargli 
voce

 Come 
d'un 
stizzo 
verde 
ch'arso 
sia

 da
 l'un
 de'
capi,
 che 
da 
l'altro
 geme

 e
 cigola
 per
 vento
 che 
va 
via,

 sì 
de 
la
 scheggia 
rotta
 usciva
 insieme

 parole
 e 
sangue;
 ond'io 
lasciai
 la
cima

 cadere,
 e
 stetti
 come
 l'uom
 che 
teme.

 (
INFERNO
XIII)
 
 da 
queste
 eruzioni
 son
 partito, 
dai
 suoni
 che
 esse
 portano 
con
 sé,
 che 
s’imprimono 
nella
 mente. 
In
 questa 
discesa
 infernale 
sono
 scivolato 
sui
 versi
 di 
DANTE.
 Sono
 approdato
 in 
paradiso
 
 TeatrInGestAzione Cerchiamo il principio poetico: in ogni atto, verbo, suono, silenzio, nel nostro essere presenti, cerchiamo di AcCadere oltre l’estremo limite della poesia. In caduta libera cerchiamo l’impatto con la bellezza, che frantuma il significato, e libera il senso dalla forma, lo scompone in sentimento altro, che non ha umano nome.

Cerchiamo la sorpresa. E lo stupore della scoperta TeatrInGestAzione nasce dall'incontro artistico di Anna Gesualdi e Giovanni Trono, avvenuto nel 2003 durante il progetto europeo Dannati Maestri.Nel 2007 riuniscono a Napoli un gruppo di artisti, con l'obiettivo di elaborare assieme una nuova poetica della scena basata da un lato su un'estetica della sobrietà, della povertà dei mezzi, dall'altro sulla ferrea disciplina del training e sulla continuità del lavoro collettivo.Il Gruppo si occupa di ricerca e trasformazione delle arti sceniche, pedagogia dell'attore e della creazione scenica, contaminazione artistica, produzione indipendente di spettacoli ed interventi teatrali. Promuove l'arte come veicolo di educazione civile e sensibilizzazione alla diversità come risorsa. Nel 2011 vincono il premio DE.MO./ Movin’UP a supporto della circuitazione dei talenti italiani emergenti nel mondo (GAI e MiBAC), invitati in residenza a presentare il nuovo progetto di ricerca avVento presso l'INSTITUT FUR THEATER-FILM UND MEDIENWISSENS CHAFT – GOETHE UNIVERSITAT di Francoforte (Germania).

Tra gli ultimi lavori prodotti: 3 three 2 to 1 one; Mamma!Sontanto Felice; Alfredo #On Air; hAPPY bIRTHDAY, Alfredo!; Not Am Let; I Soccombenti; progetti radiofonici in onda su RADIO 3 RAI; Radiolina Officina99; Radio Onda Rossa Roma.Nel 2010 sono tra le compagnie del Progetto L'Attesa, commissionato e prodotto dal Napoli Teatro Festival Italia 2010 - Napoli.Altri festival hanno ospitato il gruppo, tra cui: Presente/Futuro 2011 – Palermo; ExPolis 2011 – Milano; Rossobastardo Live 2010 fringe Festival dei Due Mondi - Spoleto; TEATRIaperti 09 - Firenze; Ravello Festival 09 - Ravello; XXIX Benevento Città Spettacolo - Benevento; K-now/il Centro del Discorso - Lecce; Teatri delle Diversità X e XI convegno internazionale (09 – 10) – Cartoceto e Urbania; NotArte - Noto; Il Carcere Possibile (07 08 09 10) - Napoli; Festival della Luna Piena - Napoli; Edge Meeting - Milano. nel 2011 curano la direzione artistica di due eventi: a gennaio 2011 danno vita ad ALTO FRAGILE (altofragile.eu), inaugurazione di una nuova pratica teatrale di condivisione dell'atto creativo tra Pubblico e Scena; a luglio 2011 inaugurano ALTOFEST (altofest.net) occasione di incontro tra realtà indipendenti della ricerca italiana e internazionale. Dal 2006 conducono stabilmente il Laboratorio Permanente di Espressione Teatrale presso il Manicomio Criminale di Aversa, fondando una compagnia parallela con gli internati detenuti, portata al debutto con gli spettacoli: Fratello Mio, Caino; La Giostra, ovvero l'eccezione E' la regola; Noi Aspettiamo (Godot?).

Nel 2010 sono tra i soci fondatori del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere. L'attività della compagnia è documentata nel volume Recito, dunque so(g)no Edizioni Nuove Catarsi, dedicato al Teatro e Carcere, redatto per il Corso di Teatro e Spettacolo 2009-2010 alla Facoltà di sociologia dell'Università di Urbino, a cura di Emilio Pozzi e Vito Minoia (con prefazione di Meldolesi, allo stesso dedicato). Il loro lavoro pedagogico all'interno dell'OPG di Aversa è stato oggetto di tesi in riabilitazione psichiatrica nel 2008, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia della II Università degli Studi di Napoli.

 

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