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I MANGIALIBRI
iniziativa realizzata all'interno della stagione di prosa 2011/12 di Castelmassa in occasione della festa della donna 2012
5 marzo 2012 ore 21.00
CASTELMASSA - Teatro Cotogni
DEBORA CAPRIOGLIO | GIANCARLO MARINELLI
LOVE STORY
Spettacolo in forma di Lettura
con Debora Caprioglio, Giancarlo Marinelli
idea scenica di Fernando Garbellotto
scritto e diretto da Giancarlo Marinelli
Amare significa non dover mai dire: Mi dispiace.
Questa è la celebre battuta scritta da Erich Segal, (autore, da poco deceduto, dell’omonimo best seller), che ha fatto di Love story uno dei romanzi e dei film di maggior successo di ogni tempo.
Eppure le più grandi storie d’amore raccontate in teatro, al cinema e in letteratura sono, quasi sempre, proprio dominate da quel maledetto: Mi dispiace.
“Mi dispiace se, adesso che non ho più il tempo, non sono stato capace di amarti con tutto ciò che ero, che avevo, che sentivo”, dice l’eroe morente di Anonimo Veneziano alla moglie, oramai, da lustri, legata ad un altro uomo.
“Mi dispiace se, adesso che non posso più vivere né morire senza di te, abbiamo due nomi, due famiglie, due così diverse gradazioni di sangue”- dice Romeo a Giulietta.
“Mi dispiace se, non avendo saputo proteggerti dal mondo, adesso il mondo dovrà proteggersi dalla mia vendetta; da me che lo farò saltare per aria”- grida Sebastiano Caleri a sua figlia Minerva in Ti lascio il meglio di me.
“Mi dispiace se, non avendo capito quanto una donna somigli a Dio, nulla posso fare per fermarti; per non permettere che il tuo grembo, dove nuota mio figlio, cresca e viva lontano anni luce da me”- afferma Ponzio Pilato alla moglie Claudia, decisa a lasciarlo, visto che il marito non vuole e non può salvare il Gesù di Nazareth, raccontato in Non vi amerò per sempre.
Da Erich Segal a William Shakespeare, passando per Giuseppe Berto, Giancarlo Marinelli racconta la sua personale galleria di amanti e fantasmi, provando a cristallizzarli nella loro ultima capriola sulla neve, nella loro ultima promessa disegnata con il sangue sulla sabbia. Nel momento estremo e feroce in cui non sembra più possibile rimandare il fatidico: Mi dispiace.
Un viaggio sospeso nel tempo; o forse un tempo sospeso nel viaggio; una danza d’amore e di morte che la voce e il corpo di colei che, come Ali MacGraw , con uno sguardo sa sciogliere quella neve, seccare quel sangue, sorridere a quella fine: Debora Caprioglio.
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