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Marta Cuscunà
È BELLO
VIVERE LIBERI!

Il racconto è commovente ed esaltante insieme, ed anche fuori delle ultime colture teatrali della sua
generazione. Ma oltre a questo Cuscunà ha doti così accentuate di bravura e simpatia, che è facile
pronosticare per lei una strada sicura.
Gianfranco Capitta, Il Manifesto

un progetto di teatro civile per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo
ispirato alla biografia di Ondina Peteani prima Staffetta Partigiana d'Italia deportata ad Auschwitz N. 81 672

ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione di Marta Cuscunà
oggetti di scena di Belinda De Vito
luci e audio di Marco Rogante
disegno luci di Claudio “Poldo” Parrino

Premio Scenario per Ustica (2009), finalista al Premio Virginia Reiter (2011), menzione d’onore come attrice emergente alla 27ª edizione del Premio Teatrale Eleonora Duse (2012), Premio Città Impresa (2013).

progetto Fies
progetto Fies Factory
Marta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory
coproduzione Centrale Fies e Operaestate Festival Veneto
con il sostegno di Comitato Provinciale per la promozione dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana di Gorizia,
A.N.P.I. Comitato Provinciale di Gorizia, A.N.P.I. Sezione di Ronchi dei Legionari, Centro di Aggregazione Giovanile del Comune di Monfalcone,
Biblioteca Comunale Sandro Pertini di Ronchi dei Legionari, Comune di San Vito al Tagliamento Assessorato ai beni e alle attività culturali,
Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, Polo di Aggregazione Giovanile Toti del Comune di Trieste, Comitato Permanente Ondina Peteani

La biografia di Ondina mi ha letteralmente entusiasmata, scossa, “accesa”. Ho incontrato una ragazza, poco più giovane di me, incapace di restare a guardare, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese; con un’intuizione fondamentale: la Donna è una risorsa irrinunciabile per la Pace e la Giustizia. Un esempio di partecipazione attiva, di come ogni singolo individuo può diventare indispensabile per la vita di un intero popolo. D'altra parte la vicenda di Ondina mi ha permesso di guardare l'incubo dei lager nazisti da un punto di vista particolare: Ondina è stata deportata, umiliata, privata della sua identità e torturata perché lottava per la Libertà e aveva scelto di schierarsi, nonostante tutto. Avverto l'urgente necessità di raccontare questa storia, oggi, perché “chi è senza memoria è senza futuro” e in Italia molti hanno dimenticato troppo in fretta il significato della Resistenza. È bello vivere liberi! è l’ultima frase che Ondina Peteani ha scritto a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente.
Ondina, allora, ha scritto quello che sentiva profondamente: amore per la libertà.
Marta Cuscunà

Il racconto è commovente ed esaltante insieme, ed anche fuori delle ultime colture teatrali della sua
generazione. Ma oltre a questo Cuscunà ha doti così accentuate di bravura e simpatia, che è facile
pronosticare per lei una strada sicura.
Gianfranco Capitta, Il Manifesto

 

INFO E PREZZI

Biglietti a partire da 10 €
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