Documento programmatico
AGGIORNATO AL 15/12/2023
DOCUMENTO PROGRAMMATICO
2024 – 2028
Il nuovo documento programmatico di Arteven per il quinquennio 2024/2028 non può non partire dal ruolo che l’ente ha, nell’attuale panorama teatrale italiano, di “Sistema regionale teatrale in rete” capace di operare con efficacia per la promozione e la formazione del pubblico di questo territorio, anche in collaborazione con altri soggetti della filiera. Svolge attività di organizzazione e programmazione dello spettacolo dal vivo, promozione e formazione del pubblico, in molteplici e differenziati spazi in cui ve ne sia la necessità o la vocazione, garantendo il riequilibrio e la diffusione territoriale, mediante un’azione capillare che includa anche i piccoli centri urbani: è la mission che dà voce a tutti gli intenti che di seguito espliciteremo.
I progetti artistici legati alla Prosa e alla Danza ma anche il rafforzamento delle due nuove discipline, e cioè la Musica e il Circo Contemporaneo, introdotte con successo nel quinquennio precedente sono lo strumento primario.
Quelli appena trascorsi sono stati anni molto difficili caratterizzati dalla pandemia, dalle conseguenti chiusure totali e parziali degli esercizi teatrali, da ripartenze subito interrotte e da altre limitazioni di vario genere: pubblico contingentato, artisti e maestranze che potevano lavorare solo in possesso del certificato della triplice vaccinazione, limiti all’accesso del pubblico, ecc.
Nonostante tutto, Arteven non si è mai fermata e soprattutto non ha mai interrotto il rapporto con gli Enti Locali, con le grandi istituzioni teatrali del territorio, con le compagnie e formazioni artistiche nazionali e regionali, nonché con il proprio pubblico.
Durante la chiusura dei teatri ha creato e finanziato i “Veneto-Radiodrammi”, (registrati per oltre due mesi presso il Teatro Comunale di Vicenza), scritturando e sostenendo le compagnie venete che si sono cimentate nella lettura dei grandi classici teatrali e letterari della letteratura veneta.
Diffusi e proposti con grande successo via web, i Radiodrammi hanno tra le altre cose costruito il più grande patrimonio letterario, il più grande archivio “orale” di una particolare letteratura regionale d’Italia.
Ma non solo; Arteven con i grandi attori dei nostri palcoscenici ha continuato a frequentare i teatri del Veneto, (in quei mesi chiusi), grazie al progetto: “Schiusi”.
Un’iniziativa progettuale ideata per tenere viva l’attenzione sul teatro e offrire al pubblico originali proposte di partecipazione online (myarteven.it) grazie ad alcuni “assoli” di protagonisti assoluti della prosa e della danza – Paolo Calabresi, Silvia Gribaudi, Alessio Boni, Chiara Frigo, Alessandro Haber, Aterballetto, RBR Dance Company, Giuliana De Sio tra gli altri… – realizzati nei teatri vuoti del Circuito, un’occasione per mostrare la loro bellezza e unicità attraverso chi li normalmente li anima e abita.
Inoltre, nei tempi infausti della pandemia, la nostra Associazione ha anche aiutato l’editoria e le tv locali; Arteven ha finanziato e prodotto il format televisivo, “Illustrissimo Signor Goldoni Carlo, Viaggio al Centro dello Spettacolo”, mandato in onda dalle emittenti locali del Veneto: prendendo spunto da dieci capolavori goldoniani, la trasmissione ha raccontato lo Spettacolo dal Vivo in questa Regione in modo tanto spettacolare quanto innovativo.
Grazie a queste e altre azioni, Arteven è riuscita a superare forse il momento più oscuro della storia del nostro Paese, e quel “forse” va assolutamente tolto se si pensa al teatro che, nemmeno durante le due guerre mondiali, era stato così fortemente colpito e penalizzato.
Finita l’emergenza, infatti, Arteven e tutti i suoi teatri sono tornati a volare. Non come prima. Ma meglio e più in alto di prima.
Attraverso l’ideazione dei progetti condivisi che contengono le quattro discipline, (Prosa, Danza, Circo Contemporaneo, Musica), è stata così portata a compimento l’offerta multidisciplinare, come prevista dai DM emanati dal MIBAC nel 2017.
Gli Enti Locali associati e gli Enti privati con finalità inerenti (previsti dallo statuto vigente) che aderiranno al progetto generale hanno già concorso e continueranno a concorrere ognuno per la propria quota alla realizzazione del progetto; un progetto che prevede nel territorio del Veneto il coinvolgimento di oltre un milione e trecentomila spettatori in cinque anni, per circa cinquemila spettacoli suddivisi tra le discipline di cui sopra, e suddivisi ulteriormente a seconda del target di pubblico previsto.
La Prosa rappresenta naturaliter il cuore pulsante, il fulcro imprescindibile della forza di Arteven; negli anni anche la Danza ha assunto un ruolo fondamentale, e possiamo ora dire che le 4 discipline – Prosa, Danza, Musica, Circo Contemporaneo – sia in modo autonomo sia in una felice fusione con le altre arti, sono state grandi protagoniste del lustro appena passato.
Per quanto riguarda il Circo Contemporaneo e la Musica gli obiettivi posti sono stati tutti raggiunti.
Il nuovo progetto quinquennale fonda il rafforzamento dei traguardi già varcati e i suoi nuovi ambiziosi orizzonti attraverso azioni volte a intercettare un pubblico nuovo: una programmazione che è insieme formazione, educazione e promozione; il tutto volto ad accrescere la qualità della fruizione, grazie a specifici progetti sinergici che Arteven metterà in campo insieme alle grandi istituzioni regionali, nazionali, europee e internazionali.
Ecco dunque il progetto con il quale il nuovo CDA vuole presentarsi alla Assemblea.
- Qualità professionale degli artisti e delle formazioni ospitate
È utile ribadire i criteri che muovono la scelta delle formazioni ospitate nei teatri del Circuito: deve innanzitutto sussistere il parametro della professionalità in senso formale; e cioè i versamenti contributivi che i nostri uffici provvedono a verificare in fase precontrattuale e a spettacolo inscenato, (attraverso le verifiche telematiche del Durc). Ma non si può di certo prescindere dalla professionalità intesa come talento, bravura, esperienza, potenza spettacolare che gli artisti della Prosa, della Danza, del Circo Contemporaneo e della Musica possiedono e esercitano in primis nei confronti del pubblico.
La selezione delle compagnie presenti nelle programmazioni – nel rispetto dei principi della massima trasparenza come vogliono le leggi di riferimento – deve poi tenere conto di fattori economici oggettivi: il territorio regionale e il nostro circuito sono perlopiù composti da teatri di piccole e medie dimensioni che abbisognano da un lato di allestimenti né faraonici né “pesantissimi”, e dall’altro di compagnie che possano fare una singola rappresentazione dello stesso titolo che si tratti di Prosa, Danza, Musica, Circo Contemporaneo.
Su questo però Arteven negli anni ha investito molto e continuerà a farlo: grazie a mirati interventi di promozione, in più teatri siamo arrivati alla doppia recita, (tre addirittura nel “miracolo” di Thiene; ma altri sono già a due repliche o sono prossimi a ospitarle: Castelfranco Veneto, San Donà di Piave, Jesolo e altri ancora). Per non parlare del Teatro Toniolo di Mestre fiore all’occhiello della nostra programmazione.
Nel lustro appena trascorso non vanno poi dimenticate alcune “estensioni” teatrali che permetteranno un sensibile incremento del pubblico e quindi dell’offerta dello Spettacolo dal Vivo. Ci riferiamo all’ampliamento delle platee del Teatro Russolo di Portogruaro (apertura della galleria), e del Teatro Civico di Schio.
A quelle che abbiamo chiamato “estensioni” dobbiamo aggiungere altri Comuni e quindi teatri che si associano al circuito come Pieve di Soligo, Frassinelle Polesine, Noventa di Piave, Bergantino, Ficarolo, Mozzecane, Caorle, Garda, Fiesso Umbertiano, Bassano del Grappa, Legnaro, Porto Tolle, Monastier, Preganziol, Campolongo Maggiore, Cortina solo per citare le adesioni degli ultimi tre anni. E come vedremo nel punto successivo, proprio il Circo Contemporaneo e la Danza, stanno avendo e avranno sempre più la funzione di allargare il cerchio della concentrazione dell’attività di Arteven.
Nuove discipline, (parlavamo poco prima di “obiettivi raggiunti”) che grazie alla qualità delle compagnie internazionali scritturate, sono divenute vere e proprie protagoniste dei teatri più importanti del Veneto: il Toniolo di Mestre, il Verdi di Padova, il Dal Monaco di Treviso, il Romano di Verona, il Comunale di Belluno, il Sociale di Rovigo, il Comunale di Vicenza.
Nei prossimi cinque anni intendiamo perseguire con ancora più decisa determinazione questa strada, consapevoli della concorrenza di altri organizzatori teatrali e delle caratteristiche del nostro territorio che, privo di grandi concentrazioni residenziali e con teatri che distano l’uno dall’altro pochi chilometri ma che rivendicano con il giusto orgoglio la loro peculiarità e autonomia, obbliga le nostre programmazioni a trovare l’equilibrio tra armonizzazione dei costi e imprescindibile qualità dell’offerta teatrale.
Continueremo pertanto ad affinare questo equilibrio, sapendo che nel combinato disposto “grandi compagnie e attori di grande nome” e “nuove compagnie, nuove drammaturgie e linguaggi”, esiste la ricetta vincente che ci ha portati e ci porterà sempre di più a fare dei nostri teatri un concentrato di tradizione, glamour, innovazione.
In particolare nei Comuni che non superano i ventimila abitanti ma con teatri che invece hanno una capienza che sfiora i mille posti, è impresa davvero ardua arrivare a riempirli a ogni replica con spettacoli contemporanei a cui inevitabilmente manca il “nome famoso”. Ma ci siamo riusciti o siamo lì a un soffio dal riuscirci, usando proprio con la dovuta prudenza gli spettacoli di Circo Contemporaneo che, non costosi come i musical, assicurano però un equivalente effetto spettacolare in grado d’attrarre un pubblico foltissimo.
Continueremo a lavorare nei già consolidati progetti regionali di rete quali Teatri Vi.Vi., RetEventi e la rete degli Istituti Secondari di I e II grado. E soprattutto negli anni che verranno, intendiamo tenere alta l’asticella della qualità formale e sostanziale degli spettacoli che andremo a offrire; mai come in questo momento storico dominato da guerre, paura del e per il futuro, incertezze economiche, siamo convinti che il teatro sia la casa di tutte le donne e gli uomini di buona volontà che lì si ritrovano per capire, discutere, affrontare insieme i drammatici quesiti del tempo presente. E solo grazie alle grandi produzioni del teatro nazionale e internazionale e al ponte di cultura e bellezza tra i teatri e i Circuiti d’Europa che andremo a costruire, potremo avere le tanto urgenti risposte.
- Qualità artistica del progetto come capacità di una articolata e coerente proposta multidisciplinare
L’obiettivo dichiarato nel precedente quinquennio, e cioè quello di introdurre le nuove discipline nelle programmazioni, è stato egregiamente raggiunto. Ora, nei cinque anni prossimi, si dovrà procedere non tanto e non solo a un rafforzamento del Circo Contemporaneo e della Musica nel loro comporre un mosaico di progetto multidisciplinare, quanto nel diventare singoli spettacoli interdisciplinari.
E cioè; aspiriamo a proporre e incentivare nei nostri teatri un’offerta di spettacoli che contengano una sintesi di tutte le discipline; riuscire a trovare un equilibrio non solo nel programma generale, ma anche nel singolo spettacolo che metta insieme Prosa, Musica, Circo e Danza, consente al pubblico un approccio nuovo al linguaggio e ad Arteven di intercettare spettatori fin qui sconosciuti, perlopiù molto giovani.
La funzione “estensiva” delle nuove discipline, come sopra accennato, si è rivelata in particolare con il Circo Contemporaneo, negli ultimi anni assai efficace nel portare il teatro anche là dove il teatro fisicamente e materialmente non c’era e non c’è.
Tra maggio e settembre, Arteven ha infatti raggiunto molti piccoli centri, allestendo chapiteau, reinventando arene estive, realizzando strutture portanti nei parchi, dove sono andati in scena spettacoli da tutto esaurito che, altrimenti, mai si sarebbero potuti fare. Su questo, l’azione futura proseguirà con crescente forza e incisività.
Chiaramente, l’elemento portante di una politica della interdisciplinarietà che nel tempo dovrà riuscire a liberarsi dall’idea di una rigida distinzione e gerarchia delle discipline, poggia e continuerà a poggiare sulla Prosa, ma subito dal 2024 è nostra precisa intenzione favorire e promuovere l’innovatività della scena che ci consenta di aumentare in tempi ragionevoli la quota di interdisciplinarietà. E se nel quinquennio precedente, come annunciato, ci prefiggevamo di incrementare la promozione del Circo Contemporaneo al punto di farla diventare terza disciplina per importanza e diffusione e ci siamo riusciti, nel tempo che verrà miriamo a superare abbondantemente le percentuali minime indicate dal DM concernenti le nuove discipline, con l’obiettivo di “spostare” il pubblico, di incuriosirlo sempre di più riguardo le nuove forme di narrazione.
Sappiamo che questa trasformazione dello spettacolo e del pubblico dovrà avvenire in modo graduale e senza strappi; e nonostante in Veneto esista una importantissima Accademia di Circo e alcune compagnie abbiano già cominciato a lavorare in questa ottica di interdisciplinarietà, siamo ben consci delle difficoltà di inserimento di queste novità nei teatri di tradizione delle grandi città come dei piccoli centri.
La Musica, in particolare, all’interno delle programmazioni fatica a trovare un pubblico adeguato e un sistema economico bastante.
In Veneto, la Musica intesa come concerto, singolo spettacolo dal vivo, performance classica o moderna, può contare su altre imprese di organizzazione e su grandi Enti ben più importanti, esperti e consolidati di Arteven; proprio per questo, intendiamo promuoverla e diffonderla nella sua accezione più eminentemente teatrale.
Musica da intendersi come disciplina non solo autonoma, ma legata alle altre, nei nuovi linguaggi di interazione tra le arti. E se l’obiettivo di Arteven era e rimane quello di portare complessivamente al 40% la prosa e al 60% la sommatoria delle altre discipline, necessario appare sempre di più comunicare la natura vera del Circuito teatrale; che non è e non può essere quella di un’agenzia di collocamento di spettacoli, ma di un organismo che testa ogni giorno il gusto e le mutazioni (quasi) “antropologiche” dello spettatore, e che per fare bene il suo lavoro di organizzazione e diffusione della cultura teatrale abbisogna di un confronto continuo con la produzione.
È grazie a questo processo che nei teatri veneti il “combinato disposto” di cui abbiamo precedentemente parlato, (teatro di tradizione-grandi compagnie/teatro contemporaneo- nuove compagnie), ha permesso al pubblico autunnale e invernale di assaporare e poi affezionarsi a nuove forme d’arte, a spettacoli che oltre alla Prosa offrono altro e di più.
Forti dei risultati raggiunti insisteremo sulla “questione multidisciplinare e interdisciplinare”, attivando ulteriori e forme di promozione di certo, ma con alle spalle la miglior promozione al mondo: quella dei nostri soci.
Che insieme a Arteven mai si sono tirati indietro quando novità e qualità diventano una cosa sola.
- Capacità innovativa dei progetti e Assunzione del rischio culturale
Funzione fondamentale – diremmo statutaria – di Arteven è portare sempre più pubblico a frequentare i teatri. Confermare gli spettatori fedeli e gli abbonati; intercettare e accogliere nuovi spettatori, ancor meglio se di nuova o ultima generazione. Potremmo sintetizzare così la nostra missione.
Per farlo, accanto alla programmazione dei teatri, abbiamo affiancato una sempre più consolidata progettualità di spettacoli all’aperto e in luoghi non prettamente teatrali, (come già spiegato nel punto precedente), specie durante il periodo estivo.
In particolare nell’estate del 2022 e in quella del 2023, Arteven in collaborazione con Regione Veneto, Unesco-Colline del Prosecco, e, rispettivamente, con i Comuni di Cortina, Vittorio Veneto, Vicenza, Taormina (Tao Arte), Caorle e Pieve di Soligo, ha dato via al progetto “Milk Wood Project”; reading teatrali che si tengono in vari luoghi delle città prescelte dove grandi attori si alternano nella lettura teatralizzata di un grande classico mondiale.
Si sono cimentati con successo Jane Alexander, Caterina Murino, Giorgio Marchesi, Anna Galiena, Ivana Monti, Lella Costa, Emilio Solfrizzi, e altri ancora ottenendo in ogni piazza, anche fuori dal Veneto.
Successo che, avendo fatto breccia nel cuore e nella sensibilità di turisti e vacanzieri, ha sortito poi una reale ripercussione nelle stagioni canoniche di quei luoghi dove una non trascurabile fetta di nuovo pubblico, evidentemente sollecitata dall’evento estivo, è tornata o ha cominciato a frequentare il teatro e la sua programmazione invernale.
Dobbiamo insistere nei prossimi anni con il “Milk Wood Project”, (nelle edizioni pregresse sono stati protagonisti i libri di Dylan Thomas e Ernest Hemingway), e con altre iniziative affini, consapevoli che in teatro si semina “fuori dal campo” in estate, per raccogliere “dentro il campo” in inverno.
Stiamo pensando alla terza edizione, indirizzandoci verso uno dei capolavori di Virginia Woolf, (“Le Onde” piuttosto che “Orlando”), o un romanzo italiano tanto straordinario quanto non degnamente riconosciuto, (“La Pelle” di Curzio Malaparte).
Importante passo nella progettualità di spettacoli all’aperto è stata fatta anche nell’ambito del Circo Contemporaneo sviluppando negli anni il progetto “Circo Vegano” ovvero montando chapiteau all’interno dei quali le famiglie godono di spettacoli frutto di un’attenta drammaturgia che stimola la fantasia di grandi e piccini. Allestendo quindi luoghi deputati in collaborazione con i comuni di Jesolo, Chioggia, Rosolina, Cavarzere, la Città Metropolitana di Venezia, Regione Veneto e Ministero della Cultura abbiamo reso magico l’approccio a questa singolare disciplina.
A Mestre presso il Parco della Bissuola si è giunti in questi cinque anni alla creazione di un villaggio circense allestendo per tre settimane chapiteau, arena e teatro nell’ottica della creazione di un festival del circo contemporaneo con grande affluenza e gradimento da parte delle famiglie e con l’altrettanto importante traguardo raggiunto con la riqualificazione sociale di alcuni quartieri periferici.
Anche il progetto di teatro itinerante per rive e campielli “Le baruffe in calle” ideato più di trent’anni fa dal direttore Pierluca Donin a Chioggia è nato nell’ottica di riqualificazione sociale e urbana insediandosi nei luoghi meno turistici della città e per questo mal frequentati. Negli ultimi cinque anni ha unito nell’ottica della multidisciplinarietà, non solo il folclorico recitare della compagnia amatoriale Piccolo Teatro città di Chioggia ma anche l’eleganza della danza e della musica dal vivo, favorendo la presenza di giovanissimi artisti che si avvicinano come professionisti allo spettacolo dal vivo. Un’operazione che attraverso una meticolosa macchina organizzativa ha trasformato l’onere dell’assunzione del rischio culturale in un successo senza precedenti, ottenendo ogni anno il tutto esaurito nonostante un biglietto di accesso sicuramente non economico.
Dopo la pandemia abbiamo osservato una sostanziale tenuta degli abbonamenti, con un innalzo però esponenziale dei biglietti venduti anche all’ultimo momento. In sintesi; ci sembra di aver intercettato un pubblico nuovo e assai vasto, ma con una propensione al “decido oggi per stasera” piuttosto che a quella pianificazione che l’abbonamento concettualmente rappresenta.
Dobbiamo riuscire nei prossimi cinque anni a fidelizzare anche questi nuovi spettatori restii all’acquisto di un abbonamento. E per farlo dovremo ideare sempre nuove forme di abbonamento personalizzabile, (là dove le dimensioni del teatro ce lo permetteranno), accanto a modelli di promozione nuovi e accattivanti.
Ne siamo ben consapevoli: in un territorio morfologicamente formato da piccoli e medi teatri, Arteven deve studiare area per area la proposta.
I teatri di grandi dimensioni riservano le proprie programmazioni allo spettacolo con potenti capacità di attrazione permettendo la stabilizzazione di buona parte del pubblico e ricavandone in questo modo un supporto economico equilibrato.
I teatri di cintura invece, spesso non serviti dai mezzi di trasporto, resistono e formano pubblico che poi sceglie anche di partecipare a eventi nella città capoluogo.
Intendiamoci; questo principio, (molto simile a quello dei vasi comunicanti), ha un valore di certo positivo; che il teatro della grande città possa usufruire della linfa vitale di spettatori che giungono dai centri più piccoli limitrofi è cosa buona e giusta. Purché “i vasi comunicanti” conservino la loro identità di vasi, non riducendo l’uno a mero serbatoio dell’altro.
Nel quinquennio 2024/2028 dunque continueremo a promuovere e rafforzare, investendo di nostro compatibilmente con gli equilibri di bilancio, le programmazioni solo apparentemente “periferiche”, ma che in verità, nel corso degli anni, hanno acquisito un pubblico dall’elevato e raffinato gusto teatrale.
I centri più piccoli – e di questo ne siamo profondamente convinti – rappresentano l’humus ideale per la costruzione del nuovo spettatore, consentendoci di lavorare fin dalla sua più tenera età.
Ne è una bellissima dimostrazione il lavoro che Arteven svolge in Polesine (“Il Teatro Siete Voi”), e tutte le iniziative legate alle festività natalizie (“Natale con un sorriso”); un immane lavoro che ci consente, in un’ottica di progettualità comune e condivisa con le risorse artistiche e intellettuali del territorio, di coinvolgere nell’esperienza teatrale famiglie, asili, scuole, pro loco, associazioni, intere piazze e quartieri di piccoli centri e paesi.
Allargheremo sempre di più il raggio d’azione di questi progetti, percorrendo la strada di una forte caratterizzazione e identità di questi preziosi scrigni della scena veneta, dove la Danza, il Circo Contemporaneo e la Musica ci verranno sempre più un aiuto per sperimentare e radicare proprio là nuove forme di linguaggio spettacolare.
Da più parti si dice che il teatro e la sua programmazione in Italia e in Europa stanno sempre più prendendo l’accezione di Evento più che di Spettacolo. Riteniamo che mai come nei piccoli paesi questo concept possa rappresentare l’arma vincente del futuro; e che l’idea di costruire rassegne sempre più simili a festival sia la direzione giusta da perseguire. Magari vagliando nell’offerta anche progetti di quel Teatro di Innovazione che, dopo aver svegliato il teatro canonico nel passato, adesso sembra caduto a sua volta in un autoreferenziale torpore.
Continueremo a trovare ostacoli e difficoltà nel raggiungimento dell’obiettivo, ma per noi è chiaro che l’incremento del pubblico non deve passare esclusivamente attraverso la notorietà mediatica degli artisti, ma attraverso l’attenta analisi del territorio e il soddisfacimento delle esigenze e peculiarità dei singoli luoghi.
Per costruire la grandezza d’un uomo bisogna adoperarsi prima a forgiarne una forte identità. Per il teatro vale lo stesso. Non miriamo tanto e solo a avere teatri e piazze che fanno spettacoli. Ma a teatri e piazze che sono di per sé spettacoli.
La strada è tracciata. Nel quinquennio a venire la batteremo fino in fondo.
- Interventi di educazione e promozione presso il pubblico a carattere continuativo realizzati anche attraverso rapporti con università e scuole per l’avvicinamento dei giovani
Per Arteven restano assolutamente centrali anche nei prossimi cinque anni le convenzioni con le Università di Padova e Venezia. In particolare con quest’ultima, andremo a perfezionare e costruire “l’Osservatorio Regionale sulla Cultura e la Creatività come Fattori di Sviluppo e Competitività Territoriali”; un luogo di studio e scienza in costante aggiornamento che ci permetterà di verificare l’indotto apportato al sistema socioeconomico da parte dello Spettacolo da Vivo, fondamentale anche per capire i cambiamenti, le aspettative, la reale consistenza della “domanda” della società nei confronti del teatro.
Arteven continuerà a presidiare in vari modi i corsi legati all’economia delle arti e delle tecniche artistiche e dello spettacolo, e terrà sempre aperte le sue porte agli stagisti che nei nostri uffici toccheranno con mano la professione una volta terminati i master e la formazione teorica.
Il rapporto con la scuola è un’altra delle prerogative fondanti Arteven e le sue funzioni. Da anni, nella rete composta dagli Istituti Secondari di primo e secondo grado attraverso la loro adesione al progetto di diffusione della cultura teatrale all’interno della scuola, Arteven grazie alle “Lezioni Spettacolo” è stata e sarà sempre più “l’ora di teatro” che esiste per legge in ogni parte d’Europa tranne che nel nostro Paese.
Arteven – e lo rivendichiamo con fierezza – sostituisce e compensa questa grave mancanza nei programmi ministeriali, portando nelle scuole il teatro, anzi facendo di più: provando a affrontare i grandi temi, i grandi personaggi, i grandi classici, non necessariamente teatrali, attraverso il mezzo teatrale.
Nel 2024 sarà raccontato il mito di Marco Polo e del “Milione”, ma in vista delle Olimpiadi Invernali 2026 lavoreremo di certo a progetti capaci di raccontare lo sport invernale, i suoi celebri testimonial del passato come del presente, che nel racconto teatrale trasformeranno queste lezioni in una vera e propria palestra preparatoria ai prossimi eventi olimpici.
E non c’è soltanto la ricaduta sui ragazzi; le “Lezioni Spettacolo” sono divenute negli anni un lancio di attori e performer veneti che da lì hanno cominciato per poi varcare il traguardo del successo nazionale, si pensi al “fenomeno” Andrea Pennacchi.
Sempre nell’ambito delle “Lezioni Spettacolo”, (ma con possibilità di effettuarle anche nei foyer dei nostri teatri, magari prima degli spettacoli in cartellone in una sorta di “apri concerto”), in collaborazione con il Teatro Nazionale del Veneto prevediamo anche di omaggiare Eleonora Duse – nel 2024 ricorrono i cento anni dalla morte – mentre sempre all’interno degli istituti scolastici provvederemo a raccontare il genio di Guglielmo Marconi.
Non ci fermeremo qui; allargheremo il nostro intervento nelle scuole, mettendo al centro i temi civili, (a cui corrisponde per l’appunto storicamente il Teatro Civile), convinti come siamo che passi soprattutto per l’educazione teatrale la buona pratica all’educazione civica; temi come la legalità, l’ambiente, il rispetto della donna, l’inclusione della diversità, la difesa a oltranza dei più deboli, saranno il baricentro della nostra azione e delle Lezioni che andremo costruire.
Questo progetto fondamentale, (avviato per merito di una Legge Regionale che sosteneva le celebrazioni dei grandi personaggi veneti o argomenti particolarmente sensibili per i giovani), continuerà ad essere concordato in ogni suo aspetto con il corpo docente formato da circa duecento insegnanti che rappresentano altrettanti istituti.
È quello che con orgoglio chiamiamo “Il Teatro per la Scuola”; il nostro pubblico di domani se è vero che, dopo aver assistito alle “Lezioni Spettacolo”, gli studenti chiedono di essere accompagnati nei teatri per assistere agli spettacoli in cartellone.
Proprio per incentivare la loro presenza insisteremo su sconti, promozioni, trattamenti economici di favore, (come per le famiglie, anche per gli studenti), che hanno permesso in questi anni di mandare i ragazzi a teatro addirittura con due euro senza gravame per consuntivi e bilanci finali degli esercizi.
Un dato è tanto incontrovertibile quanto miracoloso: Arteven opera direttamente e in modo continuativo con le università e gli istituti superiori fin dal 1979, a cui va aggiunta la base di lavoro operativo nei teatri frequentati da bambini e adolescenti delle scuole primarie e medie; è un “tenero esercito” di cinquantamila ragazzi. Di donne e uomini che, grazie anche al teatro, domani saranno cittadini migliori.
Vogliamo nel prossimo lustro se possibile ampliare ancor di più le fila di questo “esercito”, aggiungendo almeno altri quindicimila ragazzi.
Arteven è già divenuta protagonista negli ultimi tre anni di un importante premio letterario che nella giuria popolare mette insieme abbonati del Teatro Toniolo, (dove si svolge la cerimonia di premiazione), e studenti di licei e università chiamati peraltro a costruire i booktrailers di presentazione dei libri finalisti.
Si tratta del Premio Letterario Regione del Veneto- Arnaldo e Leonilde Settembrini- Mestre; forse il più prestigioso premio letterario d’Italia dove vengono selezionati i migliori libri di racconto dell’anno.
A questo, fin dal gennaio 2024, intendiamo aggiungere un premio nuovo che presumibilmente si chiamerà Premio Arteven Pierluca Donin, (in omaggio alla memoria dell’”anima” di Arteven, il suo storico Direttore mancato nell’estate del 2023, e che tanto aveva a cuore la scuola e le nuove generazioni).
Verrà composta una giuria veneta e nazionale di chiara fama, (attori, registi, drammaturghi, docenti di teatro, musicisti, danzatori, artisti di circo contemporaneo), che dovranno indicare un tema: sarà volutamente un tema aperto alle più fantasiose interpretazioni e non dovrà risultare né troppo specifico né troppo didascalico, (potrebbe essere un colore; un valore; un nome di donna; un numero, e così via).
Attraverso apposito bando, le scuole saranno chiamate a partecipare attraverso un componimento, una partitura scritta o anche filmata o musicata, nella forma artistica insomma che riterranno più congeniale all’espressione della loro idea, (pièce teatrale, sceneggiatura cinematografica, spot, storyboard, animazione, canzone, videoclip, e altro ancora).
La giuria stabilirà i premi da conferire ai migliori lavori, (ne prevediamo 3 per altrettante sezioni: Scuola Primaria, Secondaria di I grado, Secondaria di II grado.
La cerimonia di premiazione si dovrà tenere in grande stile nella sede della Regione Veneto alla presenza del Presidente, della Giunta e del Consiglio; e le opere premiate saranno poi messe in scena da coetanei.
- Capacità di progettare strategie e azioni continuative per intercettare un pubblico nuovo e differenziato. Interventi di educazione e promozione per accrescere la qualità della fruizione
La qualità dello spettatore è determinata non solo dal livello artistico dell’offerta dello spettacolo in sé, ma anche dallo sforzo che l’organizzatore riesce ad attivare per preparare il pubblico allo spettacolo medesimo.
Quello che sembra un mero gioco di parole, è nella realtà invece un assunto importantissimo.
Infatti gli investimenti promozionali operati da Arteven ci hanno permesso nel tempo di capire che non esiste lo spettacolo più bello e convincente del mondo programmabile indistintamente, ma che esiste lo spettacolo che, fatto in determinati tipi di teatro, diventa il più bello e convincente del mondo.
Esistono nel nostro Circuito teatri e teatri; spettatori molto diversi tra loro non solo a pochi chilometri di distanza, ma anche all’interno dello stesso teatro. E se nelle programmazioni queste diversità che sono la ricchezza del nostro territorio vanno studiate ad hoc, lo stesso dicasi per le attività di promozione.
È la promozione che ci permette di monitorare il rapporto tra densità demografica di una città o paese, e percentuale di occupazione di questo o quel teatro. La promozione è propedeutica a capire come sta andando una stagione; la variazione del rapporto abbonamento/sbigliettamento in un teatro; il cambiamento di gusto e la preparazione di un determinato tipo di pubblico a affrontare nuove esperienze e linguaggi spettacolari, (in particolare dopo l’introduzione delle due nuove discipline).
Negli ultimi anni, dopo il cataclisma provocato dal covid, le cose sono profondamente mutate. Si è notevolmente accentuata la vendita online di biglietti e abbonamenti, e anche nei tempi futuri, (mantenendo però le tradizionali forme di acquisto a cui le vecchie generazioni sono abituate), è nostra intenzione incrementare il sistema di comunicazione, promozione e vendita via web.
Grazie al sistema del QR Code, (che attraverso un cellulare permette di scaricare in un colpo solo locandine, schede tecniche, schede artistiche, informazioni logistiche, orari degli spettacoli, ecc.), che andremo ulteriormente a rafforzare, saremo sempre più in sintonia con i principi della sostenibilità, del risparmio di carta e energia, del rispetto e della difesa ambientale che tanto ci stanno a cuore.
Ma altre e molteplici sono le azioni di promozione che andremo a compiere; perché se, come si diceva poco prima, ogni teatro del Circuito ha una sua precisa identità che si è forgiata e consolidata nel tempo, nostro compito è anche “muovere” quell’identità, sollecitarla affinché incontri nuove proposte e nuovi spettacoli.
Così, senza inutili e traumatiche fughe in avanti che potrebbero compromettere il patrimonio di pubblico conseguito dopo tanti anni di lavoro, è nostra intenzione provare sempre più a rimodulare in tutti i nostri teatri l’archetipo del Teatro Toniolo di Mestre.
È un teatro metropolitano che, spaziando dalla Danza internazionale alla Prosa classica passando per il teatro contemporaneo, costituisce senz’altro un punto di riferimento per i programmatori teatrali in Italia e in Europa.
Il successo del Toniolo è un’alchimia perfetta tra base d’abbonamento, promozione continua, attività nella e con la scuola, presenza del Teatro Ragazzi al Teatro, progetti di avvicinamento al teatro, condivisione con l’Amministrazione e gli uffici comunali, (trattasi di un teatro comunale, non dimentichiamocelo mai).
Per questo, l’inserimento delle nuove discipline fin da subito ha dato risultati che sono andati ben oltre le più rosee aspettative.
Potremmo aggiungere di certo anche altri soggetti, (i teatri di Thiene, San Donà di Piave), ma nel suo essere onnicomprensivo circa il gusto teatrale, il Teatro Toniolo non ha rivali.
Sappiamo perfettamente, (altrimenti tradiremmo tutto quello che abbiamo detto fin qui), che non si può portare il Toniolo in un piccolo paese del trevigiano o del veronese; ma alcuni segni distintivi, in senso promozionale, che vengono dal grande teatro mestrino sono facilmente e efficacemente esportabili.
Per questo, cercheremo di organizzare il più possibile incontri propedeutici allo spettacolo e che coinvolgano i protagonisti della pièce medesima; ma anche critici, scrittori, storici locali che affrontino i temi collegati alla forma teatrale.
Per quanto riguarda la Danza, la Musica, il Circo Contemporaneo, compatibilmente con i costi e i budget previsti per ogni stagione, proveremo a “inventare” delle pillole, dei “cortometraggi” teatrali che fungano da trailer alle nuove discipline e agli spettacoli che verranno inscenati.
E sin dal 2024 intendiamo anche modificare la cosiddetta presentazione alla stampa e al pubblico delle nostre stagioni; dovranno diventare sempre più veri e propri eventi; conferenze spettacolo da farsi in orario serale, in grado di celebrare il pubblico, la città, il territorio, la sua storia, la sua identità.
Possiamo dire che la promozione dei prossimi cinque anni sarà improntata sulla fusione di due livelli che sembrano contrapposti ma che in verità sono perfettamente compatibili; da un lato l’aumento dell’attività via web; dall’altro la diminuzione della distanza tra prodotto artistico e fruizione, tra artista e spettatore.
Con un unico fine; essere sempre più a servizio dell’Ente Locale e del suo spazio teatrale avvicinandone sempre più il pubblico.
- Valorizzazione nella programmazione della creatività emergente
Abbiamo già ampiamente spiegato come le nuove discipline, (Circo Contemporaneo e Musica), siano di per sé una sfida per molti versi già vinta rispetto alle nuove energie della scena regionale e nazionale.
Non c’è dubbio che proprio in queste discipline la creatività emergente la faccia da padrona.
E se del Circo e del suo impiego sempre più frequente, (soprattutto durante il periodo estivo; si pensi nell’estate ’23 al successo straordinario al Romano di Verona di Alice in Wonderland), si è sopra detto, sulla Musica e sulla Danza invece dobbiamo aggiungere alcune importante direzioni che nel quinquennio trascorso abbiamo cominciato a perseguire, e che vogliamo intraprendere con ancor più decisione e efficacia.
Per la Musica d’autore, Arteven ritiene di vitale importanza il progetto “Glocal Sound”: un’iniziativa promossa dai Circuiti multidisciplinari delle Regioni Piemonte, Marche, Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna, Sardegna, Veneto, Lazio e Puglia, con l’obiettivo di promuovere la musica originale inedita in tutte le sue forme.
Un progetto di rete dei Circuiti che ha dato grandi risultati in termini di visibilità della nuova Musica d’autore e che permette alla medesima, ai suoi artisti, alle sue band di poter contare su una fitta tournée nazionale, (dalla serata inscenata al teatro di San Donà di Piave fino agli altri teatri messi a disposizione dai Circuiti in partenariato): una vera e propria vetrina per i talenti e i linguaggi contemporanei, lontani dallo show business “facile” di decine di talent televisivi che tutto usurano e consumano.
Per la Danza Contemporanea, Arteven continuerà a lavorare alacremente sul network “Anticorpi XL”, rete italiana dedicata alla giovane Danza d’autore, capace di coinvolgere trentotto strutture e sedici Regioni; è di certo il più significativo e concreto esempio di promozione della nuova generazione di coreografe e coreografi italiani.
Arteven svolge all’interno del network un fondamentale ruolo di scouting nel territorio regionale, in un’articolata gamma di azioni volte alla crescita e alla maturazione dei processi artistici e ideativi della nuova coreografia, tramutando alcuni teatri del Veneto in vere e proprie residenze d’incontro e confronto dove i giovani artisti trovano le condizioni ideali per la loro crescita professionale.
Sempre progetto di rete – in cui Arteven è e continuerà a essere protagonista – è “In-Box” che ha per oggetto il teatro e la Prosa contemporanea in tutte le sue declinazioni. Un ventaglio fittissimo di teatri, festival, soggetti istituzionali che selezionano e promuovono alcune delle esperienze produttive più interessanti della scena emergente italiana. Arteven insisterà nell’acquisto di repliche a cachet di alcuni spettacoli che riterrà armonici e adeguati alle sue programmazioni.
Proveremo naturalmente a spingerci oltre: sappiamo bene che non sempre la creatività emergente è automaticamente sinonimo di qualità, e che sovente proprio la “giovinezza” delle nuove compagini teatrali (di ogni disciplina) difetta del requisito della adeguata strutturazione per incontrare un pubblico di larga scala; e tuttavia ci sentiamo pronti, nei cinque anni che verranno, ad incentivare nuovi spettacoli di Danza e Musica, in sinergia con gli enti formatori delle rispettive discipline sempre più forti e organizzate, sino a immaginare un sensibile incremento di rassegne specialistiche dove costruire percorsi formativi con le eccellenze contemporanee.
E anche per quanto riguarda la Prosa e la nuova drammaturgia, Arteven continuerà il suo lavoro sui migliori talenti del Teatro di Innovazione, per far ritrovar loro una relazione con il pubblico.
Questo avverrà di certo attraverso l’inserimento già sperimentato con successo degli spettacoli contemporanei più maturi nelle grandi rassegne e nei grandi teatri, ma soprattutto attraverso il potenziamento di quei “sottocircuiti” che si sono strutturati nel tempo e che mettono insieme teatri anche geograficamente molto lontani, ma assai vicini per il gusto “contemporaneo” del pubblico che li frequenta.
Teatri come Castelfranco Veneto (TV), Cittadella (PD) e Bassano del Grappa (VI), pur abbracciando tre provincie diverse, integrano le proprie attività come si trattasse di un unico cartellone.
Così come nell’area della Riviera del Brenta – Piove di Sacco, Camponogara, Mira, Mirano e Scorzè – che, pur non rinunciando alla notorietà e popolarità delle proposte in cartellone, possono contare però su un pubblico variegato e di nuova generazione che gradisce i linguaggi e le compagnie contemporanee.
Arteven dovrà inoltre, nel suo imprescindibile rapporto con la produzione regionale e nazionale, farsi promotrice di una ormai non più procrastinabile operazione di rivoluzione degli elementi che compongono uno spettacolo; dovremo da una parte favorire quegli spettacoli “classici” e di “tradizione” firmati però da registi di nuova generazione, in grado di ammodernarli con le loro interpretazioni; dall’altra premiare le operazioni che reclutano grandi attori e registi “classici” che si mettono al servizio della nuova drammaturgia.
Arteven come Circuito multidisciplinare dovrà essere protagonista primo e assoluto di questo “scambio generazionale”; è anche così che procederemo al tanto agognato rinnovo e “ricambio” del pubblico.
- Continuità pluriennale del soggetto e Affidabilità gestionale
Nel 2019 Arteven ha varcato l’incredibile traguardo dei quarant’anni di attività all’interno del sistema teatrale veneto. Siamo – accanto a Fenice, Biennale, Arena – tra più longeve istituzioni di Cultura e Spettacolo.
Possiamo dire senza troppa approssimazione che in questi quarant’anni abbiamo organizzato e permesso l’inscenarsi di circa quarantamila spettacoli, per un totale di tredici milioni di biglietti staccati.
E pur nel moltiplicarsi della nostra attività, il pareggio di bilancio, la correttezza amministrativa e contributiva saranno sempre i principi cardine su cui muoverci nel raggiungimento dei parametri oggettivi per ottenere i diversi riconoscimenti economici e finanziari.
Nella giungla burocratica e fiscale dove talora sembra quasi impossibile lavorare, Arteven negli anni ha fatto scuola andando a interpretare leggi di svariata natura particolarmente complesse per chi come noi ha una identità di “Giano Bifronte”: siamo infatti un Ente che agisce nel mercato ma non persegue fini di lucro; un Ente che non deve perseguire utili pur dovendosi sobbarcare tutti i rischi d’impresa.
Come le ispezioni di Agenzia delle Entrate, Siae, Ministero hanno ampiamente documentato, Arteven è dotata di una solidissima e rigorosa struttura amministrativa, capace di districarsi in un labirinto di norme spesso configgenti e contraddittorie, mantenendo però un’invidiabile giustezza e regolarità del suo operato.
Questo è il risultato di uno straordinario connubio della forza lavoro che sapientemente ha sempre messo insieme istanze artistiche, logistiche, amministrative, fiscali, promozionali e comunicative, inscindibilmente legate al raggiungimento di ogni obiettivo.
Tutto il personale Arteven nel tempo trascorso, ha saputo a vario titolo formarsi e riformarsi professionalmente adeguandosi e addirittura anticipando le esigenze del mercato e le sue repentine trasformazioni.
Non ci siamo mai dimenticati il nostro obbiettivo preminente e cioè quello di continuare a essere il maggiore organizzatore pubblico di Spettacolo dal Vivo nel nord Italia; va detto però che i costi in termini economici e di risorse umane legati all’aspetto burocratico e amministrativo hanno rischiato di creare talora sbilanciamenti e vuoti in riferimento alla programmazione e alla progettualità artistica. Rischi evitati grazie alla competenza, alla passione e all’abnegazione dei lavoratori di Arteven, che non ringrazieremo mai abbastanza per aver sempre tenuto la barra dritta e la barca in perfette condizioni ogniqualvolta era di ritorno nel porto. E il porto è, e sarà sempre l’abbraccio del nostro pubblico.
Va da sé però che il personale rimane sottodimensionato rispetto al carico e alla infinita mole di lavoro; per sorvolare sul peso d’una burocrazia che, negando puntualmente ogni promessa della politica, sembra moltiplicarsi esponenzialmente. Pur nel denunciarlo e mettendosi a disposizione nelle sedi competenti per alleggerirla, Arteven continuerà però a essere trasparente, a stare dentro la legge fino in fondo, anche quando questo implica nei confronti di compagnie, produttori, fornitori, associati, l’esibizione di una documentazione alluvionale. Ma per poter saldare una fattura oggi, (così come per riscuoterla), occorre possedere credibilità, (anche bancaria) e regolarità fiscale. Occorrono bilanci sani e robusti. In una catena di buone pratiche tanto complessa quanto necessaria se si vuole continuare a investire e aiutare l’intero sistema teatrale e la sua industria.
Alla luce di quanto detto, Arteven continuerà a investire nel suo personale provvedendo alla sua formazione, alla sua riqualificazione ogniqualvolta il sistema teatrale lo richiederà e, compatibilmente alle curve economiche e ai bilanci, alla soddisfazione economica di ogni suo lavoratore.
Nei prossimi cinque anni, dovremo anche essere pronti a far fronte (e se possibile anticipare per una più efficace governance) al crescente fenomeno di “gestione diretta” dei teatri, (che già eseguiamo nei Comuni di San Donà di Piave e Portogruaro).
Accade infatti che numerose Amministrazioni Comunali si trovino a corto di personale per seguire logisticamente gli immobili teatro; dall’apertura, alla predisposizione tecnica, al personale di tecnici, maestranze, maschere, fino ai piani sicurezza, assistiamo a una richiesta sempre maggiore di “teatro chiavi in mano” da parte delle comunità e dei suoi rappresentanti.
La gestione diretta e onnicomprensiva di un teatro è affare di straordinaria complessità; ma è una sfida a cui non vogliamo sottrarci.
Con prudenza e cautela, osserveremo gli sviluppi di questo fenomeno, pronti fin da subito a gestirlo, ben consapevoli che occorrono investimenti pubblici, nuove figure giuridiche e un aumento del personale per guidare nel miglior modo possibile i teatri che ne avranno bisogno.
- Partenariati e Convenzioni con gli enti territoriali e locali
L’elenco dei nostri associati non cambia e anzi si arricchisce.
Arteven continuerà ancora ad essere parte del Sistema Teatrale del Veneto in convenzione con la Regione Veneto.
La convenzione tra la Regione Veneto e il Circuito teatrale va a definire i confini di funzione e gli obiettivi da raggiungere nel corso dell’esercizio solare; quindi tiene conto dell’inizio dell’anno, (che considera la coda di stagione), l’estiva (che si conclude fiscalmente all’interno dell’esercizio solare), e l’inizio della stagione, (per la parte riferita agli ultimi mesi dell’anno).
Questo meccanismo si ripete di anno in anno senza soluzione di continuità in base alle indicazioni della Legge di riconoscimento redatta per Arteven sulle discipline di Teatro di Prosa e Danza (la legge di riferimento è la L.R. 3 del 5 aprile 2013 art. 19.), mentre per la Musica viene attivata una ulteriore linea di finanziamento su altra legge (LR 49/79).
Per il Circo Contemporaneo attualmente la Regione non riconosce la disciplina pur essendo già stato ottenuto il riconoscimento da parte del MIC.
Gli EE.LL. associati ad Arteven non agiscono solo con la modalità dell’adesione; ogni azione definita o concertata con gli Enti viene descritta e tradotta in convenzioni a scavalco di annualità, (le stagioni partono in un esercizio solare e terminano generalmente in un altro), o prettamente annuali che tengono conto delle reciprocità o dei capitolati.
Nelle convenzioni possono essere descritti i titoli degli spettacoli in caso di collaborazione diretta tra Enti; o, più generalmente, viene segnalato il numero di spettacoli da realizzare in caso di sostegno sotto forma di contributo alle attività culturali.
Il numero di convenzioni (o contratti) redatte annualmente è pari al numero di progetti realizzati con gli EE.LL.
Vi sono poi altre convenzioni su progetti da realizzare nel corso delle annualità in collaborazione con i diversi Enti Territoriali del Veneto ad esempio: Fondazione Teatro Civico di Schio (VI), Fondazione Salieri (VR), Fondazione Teatro Città di Vicenza, Fondazione Teatri delle Dolomiti (BL), Fondazione Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Centro La Piccionaia – I Carrara, Università Ca’ Foscari di Venezia, Università di Padova, Associazione Nuova Scena (PD), Asolo Musica (TV), Fondazione Aida (VR).
Gli Enti Locali che aderiscono in convenzione al progetto del Circuito Regionale Multidisciplinare agiscono annualmente, (lo statuto prevede la decadenza della qualità di associato qualora per due anni consecutivi non vengano realizzati progetti comuni), e la quota associativa è prevista solo per l’ingresso.
Questi i soci ad oggi:
Regione Veneto, Comune di Alpago, Comune di Belluno, Comune di Cortina D’ampezzo, Comune di Pieve Di Cadore, Comune di Feltre, Comune di Abano Terme, Comune di Campodarsego, Comune di Camposampiero, Comune di Cittadella, Comune di Este, Comune di Legnaro, Comune di Mestrino, Comune di Montegrotto Terme, Comune di Padova, Comune di Piove Di Sacco, Comune di San Giorgio Delle Pertiche, Comune di Trebaseleghe, Comune di Rovolon, Comune di Adria, Comune di Badia Polesine, Comune di Bergantino, Comune di Castelmassa, Comune di Crespino, Comune di Ficarolo, Comune di Fiesso Umbertiano, Comune di Frassinelle Polesine, Comune di Lendinara, Comune di Loreo, Comune di Porto Tolle, Comune di Porto Viro, Comune di Rosolina, Comune di Rovigo, Comune di Stienta, Comune di Castelfranco Veneto, Comune di Conegliano, Comune di Mogliano Veneto, Comune di Monastier, Comune di Oderzo, Comune di Pieve Di Soligo, Comune di Preganziol, Comune di San Polo Di Piave, Comune di Vedelago, Comune di Zero Branco, Ca’ Spineda Di Treviso, Comune di Campolongo Maggiore, Comune di Camponogara, Comune di Cavallino Treporti, Comune di Cavarzere, Comune di Ceggia, Comune di Chioggia, Comune di Cinto Caomaggiore, Comune di Cona, Comune di Dolo, Comune di Eraclea, Comune di Fiesso D’artico, Comune di Fossalta Di Portogruaro, Comune di Jesolo, Comune di Marcon, Comune di Martellago, Comune di Meolo, Comune di Mira, Comune di Mirano, Comune di Musile Di Piave, Comune di Noale, Comune di Portogruaro, Comune di Quarto D’altino, Comune di San Donà Di Piave, Comune di Santa Maria Di Sala, Comune di San Stino Di Livenza, Comune Di Scorzé, Comune di Spinea, Comune di Stra, Comune di Venezia, Città Metropolitana Di Venezia, Comune di Costermano, Comune di Garda, Comune di Legnago, Comune di Mozzecane, Comune di San Giovanni Lupatoto, Comune di San Martino Buon Albergo, Comune di Sanguinetto, Comune di Sommacampagna, Comune di Verona, Fondazione Aida Di Verona, Comune di Arzignano, Comune di Asiago, Comune di Barbarano Mossano, Comune di Bassano Del Grappa, Comune di Camisano Vicentino, Comune di Caldogno, Comune di Malo, Comune di Montecchio Maggiore, Comune di Noventa Vicentina, Comune di Santorso, Comune di Schio, Comune di Thiene, Comune di Vicenza, La piccionaia di Vicenza.
Ai soci attuali vanno aggiunti quegli Enti Locali che aderiscono al progetto artistico e alle modalità organizzative di Arteven e solo in un secondo momento provvedono ad associarsi.
Anche con questi Enti Locali e Territoriali vengono ideati progetti e stipulate apposite convenzioni per ogni azione da realizzare.
Dal punto di vista delle risorse economiche, il meccanismo ideato da Arteven prevede che il versamento del contributo degli Enti avvenga solo dopo la verifica della regolarità dell’esecuzione del progetto e la conferma degli effettivi costi e ricavi con l’obbiettivo del pareggio di bilancio. Accade spesso che a fronte di migliori incassi il contributo economico sia inferiore alle previsioni.
Molti Comuni proprietari di immobili destinati allo spettacolo tendono a non gestire in forma diretta non solo le attività artistiche, ma anche i costi inerenti la realizzazione delle stesse (maschere, personale tecnico, pubblicità e quant’altro), in tal caso Arteven provvede a gestire per conto degli Enti anche questi aspetti sia dal punto di vista organizzativo che economico.
Aderendo ad Arteven ogni Ente partecipa per una quota al progetto generale del Circuito. Il progetto generale viene presentato alla Regione Veneto e al MIC.
- Strategia di comunicazione (sito internet, campagna di comunicazione, nuovi media e social network, dirette streaming degli spettacoli, ecc. )
Arteven intende proseguire il suo lavoro di promozione e diffusione del prodotto teatrale attraverso il sito internet, i canali social media, la newsletter, i canali di comunicazione tradizionale e i nuovi metodi di comunicazione messi a disposizione dalla tecnologia.
Dobbiamo però aver ben presente che il teatro e il suo pubblico continuano a resistere come vera e propria “riserva indiana”, spesso in aperto conflitto proprio con ciò che caratterizza il mondo dei social network, ovvero la condivisione virtuale e non reale dell’esperienza.
È recentissimo uno studio europeo realizzato su un campione su larga scala di pubblico avvezzo a frequentare i teatri, che ha messo in evidenza come alla domanda posta allo spettatore “Perché vai a teatro?”, la risposta sempre più diffusa è “Per non finire in mezzo a tutto il resto”. È chiaro che “tutto il resto” ha a che fare con la famigerata “rivoluzione digitale”: le dirette streaming, le tendenze su TikTok, i canali degli youtuber, le piattaforme streaming disponibili per smartphone, le condivisioni di storie e post social.
Soltanto una visione ottusa si rifiuterebbe di considerare l’importanza dei social media e delle nuove forme di comunicazione per la diffusione dello spettacolo dal vivo. Per questo dovremo e dobbiamo usarli in modo mirato, specifico e soprattutto consapevole.
Arteven è stato il primo soggetto teatrale ad avere un sito internet (datato 1995) ed è pertanto un mezzo che conosciamo bene e che usiamo da molto tempo. Non a caso i nostri siti (arteven.it – myarteven.it – artevenbooking.it) sono conformati per essere fruibili sia da desktop sia da dispositivi mobili Androide e IOS.
La rete social creata in questi anni attraverso i canali Facebook, Instragam, Twitter, YouTube, Spotify e Vimeo ad oggi è completamente gestita dal personale assunto da Arteven. Si continua ad affinare le nostre capacità nell’individuare il canale social più adatto alle diverse generazioni di spettatori, andando di conseguenza a costruire il contenuto digitale più appropriato (immagini, video, testi, real, stories). Sappiamo quanto sia importante individuare il mezzo giusto, conoscendone i limiti e le possibilità che può contenere e veicolare, per riuscire a raggiungere un determinato pubblico.
E dunque continuiamo ad utilizzare abitualmente Facebook ed Instagram, per comunicare e condividere “la grande immagine emozionale del teatro”: la “pillola” del grande attore che in due parole ci invita a teatro; le immagini “rubate” alla costruzione della spettacolare scenografia di un musical che sta per essere inscenato; e soprattutto i theatre trailers, ovvero i trailers degli spettacoli che andranno a comporre i nostri cartelloni.
Su questo ultimo punto dovremo lavorare molto e arrivare prima degli altri; rubare al cinema il trailer e applicarlo allo spettacolo teatrale. Nel nostro caso però facendo una cosa ben diversa. Se nel cinema infatti noi assistiamo al montaggio sapiente e serrato di sequenze che poi vedremo in sala nella compiutezza filmica, per il teatro dovrà essere diverso: più che immagini tratte dallo spettacolo, dovranno essere stories altamente emozionali dove si racconterà il tema trattato, le voci di chi l’ha visto, una riflessione poetica e anche provocatoria di qualche testimonial che potrà indistintamente parlare del testo, dell’autore, di un personaggio, di un costume, di un ricordo legato a un altro allestimento. Qualunque cosa capace però di creare un alone di mistero, bellezza, curiosità, esclusività nel potenziale spettatore.
Badiamo bene: esclusività e irripetibilità. Sono le caratteristiche che solo il teatro continua a possedere tra le arti. Se il cinema mai le ha avute, di certo le ha perdute, tra piattaforme streaming e download più o meno legali via internet, si ha sovente la sensazione che il cinema sia consumato ancor prima di venir promosso.
Resta in ogni caso la necessità di costruire in parallelo campagne di comunicazione “tradizionali”, con la realizzazione e distribuzione del materiale cartaceo, come manifesti e locandine generali di inizio progetto, per poi concentrarsi alla consueta e capillare specificità promozionale spettacolo per spettacolo, e la promozione tramite inserzioni su giornali e spot radio.
La nostra azione futura per gli utenti sarà sempre la stessa: dare il massimo per incrementare quell’apprezzato sistema di newsletter – con il numero di utenti iscritti costantemente in crescita – che ci permetterà sempre più di tracciare il profilo dell’utenza, monitorandola in tutte le sue variazioni.
È attraverso l’analisi di questi risultati, insieme a quelli ricavati dal traffico sulle nostre pagine web e dalle molteplici sponsorizzate social attivate, che capiremo sempre più “cosa dire”, “come dirlo”, “dove dirlo”.
Arteven sulla comunicazione vuole continuare a rappresentare un modello.
Ed è pronta come sempre a incrementare l’organico per il perseguimento dei suoi obiettivi.
- Integrazione con strutture e Attività del sistema culturale
Arteven ha ormai storicamente acquisito un ruolo centrale nel sistema culturale veneto.
Numerosi sono i rapporti con Enti e Istituzioni, sia sul piano formale che sul quello sostanziale, che andremo a confermare, rafforzare, allargare coinvolgendo altri soggetti.
Andiamo a elencarli in modo succinto:
_ Gli accordi con le maggiori Università venete che hanno per oggetto corsi e lauree inerenti lo studio e l’organizzazione culturale sia per lo Spettacolo dal Vivo che per i Beni Culturali.
Questi accordi ci permettono un ampio raggio d’azione che andremo sempre più a estendere.
In: e cioè portando nei nostri uffici e esercizi teatrali stagisti per far prendere loro mano concretamente al corpus Spettacolo.
Out: incentivando la presenza di professionisti dello spettacolo presso le Facoltà e le sedi universitarie durante le lezioni e i laboratori ad hoc.
_ Le relazioni e l’interconnessione con molte strutture della formazione, in particolare il già citato accordo con gli Istituti Secondari di I e II grado. Dell’importanza cruciale di questo modello, dei suoi duecento istituti coinvolti e delle ottanta e più “Lezioni Spettacolo”, abbiamo già ampiamente detto.
Intendiamo incentivare la nostra presenza con ulteriori lezioni e laboratori, non solo per coltivare il pubblico teatrale di domani, ma soprattutto perché siamo consapevoli che il teatro conosciuto, praticato e frequentato in adolescenza assolve a una funzione formativa di inestimabile valore.
_ I rapporti convenzionati con molte Fondazioni e Associazioni esistenti sul territorio che, con la nostra collaborazione, definiscono con maggiore incisività la loro azione anche in corrispondenza alle richieste dei loro associati.
Sono: la Fondazione Salieri di Legnago, (strategica per la nostra azione nell’area veronese); la Fondazione Teatro Civico di Schio, (importante per lo Spettacolo dal Vivo nelle sue declinazioni contemporanee); la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, (ormai il nuovo polo della Danza nazionale e internazionale); l’Associazione Nuova Scena con cui operiamo in coordinamento per la gestione del Teatro di Piove di Sacco; la Fondazione Santa Cecilia di Portogruaro in merito alla ideazione e realizzazione del progetto per il Teatro Russolo, (spazio congeniale alla nostra idea di multidisciplinarietà); la Fondazione Dolomiti per i progetti legati al Teatro Comunale di Belluno, (che diverrà decisivo per progetti teatrali legati alle Olimpiadi Invernali ’26).
_ I protocolli di intenti pluriennali che ci vedono collaborare con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, in ordine a celebrazioni, eventi dove l’idea artistica necessita di uno sviluppo logistico e operativo sul territorio, (si vedano gli spettacoli della rassegna estiva 2023 “Goldoni 400”, e il progetto celebrativo dedicato a Eleonora Duse che svilupperemo nel 2024); collaborazione fondamentale anche in merito alla produzione degli spettacoli del Teatro Nazionale, affinché vadano incontro alle esigenze tecniche dei teatri più piccoli altrimenti oggettivamente impossibilitati a ospitarne le repliche.
Per quanto riguarda la Musica, la convenzione con la maggiore orchestra regionale, la Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto.
L’accordo con La Piccionaia, che permette e permetterà una sintonia di iniziative sul Teatro per l’Infanzia; e con Fondazione Aida, per andare a coordinare e sostenere il progetto di Teatro per Ragazzi di Verona.
Per quel che riguarda il Circo Contemporaneo, invece, la convenzione con Circo e Dintorni per la diffusione degli spettacoli di questa nuova disciplina.
Siamo determinati a mantenere tutte queste convenzioni e protocolli e aperti a farne di nuovi e con nuovi soggetti; si tratta infatti di un ottimo modo di disciplinare i rapporti che permette di fissare competenze, cornici d’azione, obiettivi condivisi, reciproca proficuità e visibilità, con una assai positiva ricaduta su tutto il sistema dello Spettacolo e della Cultura regionale.
- Sviluppo, Creazione e Partecipazione a reti nazionali e internazionali
Arteven continuerà a essere in prima linea all’interno dell’ARTI (Associazione Reti Teatrali Italiane); il “Supercircuito dei Circuiti” mono e multidisciplinari riconosciuti dal MIC, che coordina e mette insieme, condividendo importantissime progettualità teatrali, l’attività dello Spettacolo dal Vivo nelle diverse discipline.
In questi ultimi anni, il numero dei Circuiti associati all’ARTI è aumentato sensibilmente.
L’Associazione ha inoltre la funzione di far fronte comune rispetto a numerose questioni di natura tecnica, fiscale, legislativa, e rappresenta un unitario e efficace interlocutore con il Ministero per avanzare, discutere, dirimere temi e argomenti che riguardano le politiche culturali e teatrali del nostro Paese.
Non andiamo a ripetere i progetti specifici già spiegati di cui Arteven è e vuol continuare a essere protagonista, (che sovente coinvolgono anche soggetti esterni all’ambito associativo); da quelli legati alle scuole di ogni ordine e grado, (le “Lezioni Spettacolo”), a quelli che operano per il rafforzamento di una grande rete eventi, e cioè una rete di teatri attiva per aree provinciali, (il progetto “Teatri Vi.Vi.” che coinvolge i Comuni e i teatri di Schio, Thiene, Arzignano, Montecchio Maggiore, Noventa Vicentina, Lonigo, Vicenza e Bassano del Grappa).
Proprio “Teatri Vi.Vi.” permette agli spettatori una sorta di abbonamento “viaggiante” di teatro in teatro per alcuni spettacoli, con possibilità di ottenere buoni sconto, prezzi e posti di favore per altri.
La rete coinvolge migliaia di spettatori e risulta assai incisiva in quell’ambito di turismo culturale/teatrale su cui Arteven intende insistere e investire ancora nel futuro prossimo, (il già citato “Milk Wood Project” va proprio in questa direzione).
E così, accanto alla sempre maggior diffusione del prodotto circense, musicale e di Danza nella loro caratura internazionale, anche per quanto riguarda la Prosa Arteven intende superare i confini nazionali per cercare nuove alleanze e ulteriore linfa in Europa.
Non solo parteciperemo sempre più a bandi europei, ma sul finire del ’23 abbiamo messo in campo una buona relazione con alcuni dei migliori teatri di Parigi e produttori francesi.
Interessati alla costruzione di compagnie italo francesi, (capaci di rappresentare nelle due lingue lo stesso spettacolo senza bisogno di ricorrere ai sottotitoli), puntiamo attraverso la nostra attività di circuitazione a instaurare un rapporto forte con questi soggetti, peraltro entusiasti d’affrontare il genio di Carlo Goldoni, (che, complice anche il suo “periodo francese”, gode da quelle parti di grande popolarità).
Faro dello Spettacolo dal Vivo in Veneto e in Italia, Arteven è determinata a diventarlo nei prossimi anni anche in Europa.
Massimo Zuin, Silvano Guarda, Irene Lissandrin, Pierangelo Molena.