Ritrovarsi a teatro è sempre un gesto semplice e, allo stesso tempo, straordinario – afferma il Sindaco di San Donà di Piave Alberto Teso. Si varca una soglia, si entra in una luce diversa, si lascia fuori il rumore della giornata e ci si prepara ad ascoltare ciò che le storie hanno da dire.
È con questo spirito che vi accolgo nella nuova stagione Visioni2026/2027, un percorso che nasce dal dialogo vivo tra la nostra Amministrazione e Arteven – Circuito Multidisciplinare, e che ogni anno restituisce alla città un luogo capace di trasformarsi, sera dopo sera, in un piccolo universo condiviso. Il teatro è fatto di attese: il brusio che si spegne, il sipario che trema appena, il respiro degli attori prima di entrare in scena.
È fatto di gesti che diventano racconto, di parole che si intrecciano alle emozioni, di immagini che restano nella memoria più a lungo di quanto pensiamo. In questo spazio, così fragile e potente, ci incontriamo come comunità: non solo per assistere a uno spettacolo, ma per vivere un’esperienza che ci riguarda, che ci attraversa, che ci unisce. La stagione che vi presentiamo è un viaggio, un viaggio che ci invita a guardare il mondo da prospettive nuove, a lasciarci sorprendere, a ritrovare quella parte di noi che si emoziona senza difese. Desidero ringraziare gli artisti, le compagnie, i registi e i tecnici che hanno scelto di condividere con noi il loro lavoro, la loro sensibilità, la loro visione.
Ringrazio chi, dietro le quinte, costruisce ogni dettaglio perché la magia possa accadere. E ringrazio voi, spettatrici e spettatori: la vostra presenza è ciò che dà vita a questo luogo. Senza di voi, il teatro sarebbe solo un edificio; con voi, diventa un’esperienza, un incontro, una comunità che si riconosce.
Vi invito a lasciarvi guidare in questo cammino di emozioni e di pensieri, a entrare nelle storie con curiosità e con cuore aperto, a vivere ogni serata come un momento.
Il teatro continua a essere un modo per capire il presente, immaginare il futuro e celebrare la bellezza dell’arte condivisa. Che questa stagione possa essere, per tutti, un tempo di luce, di ascolto e di meraviglia.
Apertura di sipario il 14 novembre con ANDREA PENNACCHI con Predatori di pianura. La storia non si ripete identica, ma le reazioni umane restano immutate: è questa universalità a rendere Ruzante — definito da Dario Fo “il nostro Shakespeare” — straordinariamente attuale. Con la sua lingua pavana, l’autore fonde commedia e tragedia offrendoci uno specchio in cui riconoscerci. Per la regia, Ruzante non è nozione accademica, ma materia viscerale legata alla memoria familiare e alle radici della Commedia dell’Arte. Portare in scena oggi la musica di quel dialetto antico significa catturare personaggi capaci di spiegarci il presente e restituire al nuovo la forza del passato. Lo spettacolo sarà replicato il 15 novembre.
Il 25 e il 26 novembre arrivano al Metropolitano Astra GLI OBLIVION con Win for life. Uno sconosciuto offre a Mila, una collaboratrice domestica dell’Est Europa, ottomila euro al giorno per sempre a patto di mantenere il segreto, pena la perdita dell’intera somma. Gestire una
simile fortuna in gran segreto la trascinerà in una corsa contro il tempo tra intrighi internazionali e una misteriosa confraternita millenaria. È questo il pretesto del nuovo, esilarante musical ideato dagli Oblivion: ottanta minuti di narrazione travolgente, ritmi serrati e canzoni irresistibili. Tra un coro e tre mariachi, lo spettacolo è popolato da personaggi surreali per un risultato esplosivo che fa morire dal ridere
Il 15 e 16 dicembre è la volta di MARISA LAURITO e GIORGIA WÜRTH in Madre per sempre, un testo teatrale intenso e delicato che indaga in modo originale il significato della maternità e della costruzione dei legami familiari. Attraverso l’incontro fra due donne molto diverse — una prossima alla pensione e l’altra immersa nel mondo della produzione audiovisiva — l’opera mette in scena il loro desiderio di colmare un vuoto, dando vita a una famiglia “scelta” capace di superare ogni confine biologico. Con ironia, tenerezza e grande umanità, la storia riflette su come l’amore, più del sangue, crei legami eterni.
Il 15 gennaio vediamo in scena LA COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA in Bach Dance Concert. Uniti da un profondo amore per Bach, il coreografo Roberto Zappalà e il pianista Ramin Bahrami — acclamato dalla critica come “mago del suono” — intrecciano i propri linguaggi artistici per dare vita a Bach Dance Concert. In questo progetto, la musica del compositore si trasforma in materia viva per il corpo in movimento, unendo rigore esecutivo ed emozione. Come ricorda Bahrami, la danza umanizza i contrappunti bachiani, disegnando nello spazio l’armonia del cosmo. Non un semplice concerto, ma un dialogo in cui suono e corpo si fondono, sospendendo il tempo per ritornare all’essenza della musica.
Il 28 e il 29 gennaio GIANFELICE IMPARATO porta in scena Il medico dei pazzi. Scritta nel 1908 da Eduardo Scarpetta, Il medico dei pazzi è una farsa dell’equivoco in cui il provinciale Don Felice Sciosciammocca cade nella trappola del nipote Ciccillo: credendolo un medico affermato, scambia gli eccentrici ospiti della Pensione Stella per pazienti di un manicomio. In questo riadattamento la vicenda si sposta negli anni Ottanta, subito dopo la Riforma Basaglia. Ciccillo, sommerso dai debiti, finge di gestire una casa di cura: l’arrivo dello zio scatena un vortice esilarante in cui Felice interagisce con figure ossessive, fino a dubitare della propria sanità mentale, prima della finale e amara delusione.
Il 17 febbraio CRISTIANA CAPOTONDI sarà protagonista di L’Attrice. Figlia di guitti nata in una stalla veneta durante le invasioni napoleoniche, Angelica Pavan trasforma un’esistenza rocambolesca in una carriera da diva acclamata. Attraverso un prologo e otto quadri, la sua vita eccezionale si svela dalla nascita alla morte, affiancata da due comprimari. Basato su eventi reali dell’Italia risorgimentale, L’Attrice è un ritratto dinamico tra commedia e tragedia in cui realtà e palcoscenico si fondono. Angelica è plasmata dal teatro e la sua storia celebra l’arte drammatica, ricordandoci che il passato, se ignorato, è destinato a ripetersi. Un intenso omaggio al potere della scena.
Il 27 e il 28 febbraio il TEATRO DELL’ELFO calca il palcoscenico con lo spettacolo Erano tutti miei figli, dove Elio De Capitani dirige e interpreta, il primo grande successo di Arthur Miller ambientato nell’America post-bellica del 1947. A dodici anni da Morte di un commesso viaggiatore, il regista torna a esplorare il teatro dell’autore americano, indagando il conflitto generazionale e la responsabilità morale dell’individuo di fronte alla Storia. Ambientato nel patio
di una ricca casa borghese, lo spettacolo penetra nel cuore della famiglia Keller: il capofamiglia Joe ha fatto soldi con la guerra ed è stato assolto dall’accusa di aver fornito pezzi d’aereo difettosi, ma le bugie riaffiorano inesorabili per tutti.
Il 9 marzo arrivano al Teatro ASTRA ROCÍO MUÑOZ MORALES, GIORGIO LUPANO, GABRIELE PIGNOTTA con lo spettacolo Contrazioni pericolose. In un concitato reparto di ginecologia, una donna in travaglio è affiancata da un ostetrico che tenta di calmarla e di tranquillizzare l’uomo al suo fianco. Quest’ultimo non è il marito, ma un amico speciale a cui la donna ha nascosto la gravidanza. Inizia così Contrazioni pericolose, commedia scritta, diretta e interpretata da Gabriele Pignotta con Giorgio Lupano e Rocío Muñoz Morales. L’incontro casuale tra Martina e Massimo dà vita a un’amicizia pluriennale ricca di sentimenti repressi: la scoperta del parto fa esplodere emozioni taciute, in un’opera che esplora le fragilità di una generazione con ironia e commozione.
Il 18 e 19 marzo PAOLA MINACCIONI è la protagonista di La vita è bella. No, è un tipo, un tipo è un ragionamento semiserio e irriverente nato per scardinare il conformismo e i modelli di felicità imposti dalla società. Troppo spesso viviamo inseguendo canoni estetici uniformanti e traguardi predefiniti, convinti che solo la perfezione ci renda meritevoli di essere felici. Questo spettacolo toglie i paraocchi per mostrare strade alternative, celebrando i difetti e le peculiarità come vere fonti di unicità. La perfezione appiattisce, mentre la stranezza diviene il nostro vero punto di forza. Tra ostacoli e difficoltà, la vita non è una linea retta: un inno alla diversità per dimostrare che se la vita fosse perfetta, sarebbe solo una noia mortale.
La stagione si conclude il 14 e 15 aprile con SILVIO ORLANDO ne Il berretto a sonagli. Pirandello non è un autore da tempi di pace, ma di guerra: solo il conflitto crea le condizioni per comprenderne la tragica disintegrazione dell’io. In tempi pacifici lo si è spesso imprigionato nelle incrostazioni filosofiche del “pirandellismo”, riducendo il teatro ad astrazione. Per restituirgli verità ed effervescenza fantastica, occorre liberarlo da queste etichette concettuali — come suggeriva Leonardo Sciascia — e riscoprirne le passioni viscerali. Nel Berretto a sonagli, il personaggio di Ciampa incarna questa tragica umanità “arciviva”: l’umile scrivano viene travolto dall’umiliazione fino a precipitare in un’esaltazione lirica, facendo oscillare lo spettatore tra il riso e l’angoscia, a dimostrazione che questo teatro è pura azione parlata.
Biglietteria
VENDITA ABBONAMENTI
Presso il Teatro Metropolitano Astra secondo il seguente calendario:
– RINNOVO ABBONATI GOLD (10 spett.) dal 6 all’11 ottobre
– RINNOVO ABBONATI SILVER (7 spett.) dal 12 al 17 ottobre
– CAMBIO POSTO PER GOLD E SILVER dal 18 al 21 ottobre
– NUOVI GOLD E SILVER dal 22 al 29 novembre e dal 31 ottobre al 13 novembre anche online su vivaticket.com
ORARIO APERTURA BIGLIETTERIA durante la campagna abbonamento dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20, sabato e domenica dalle 9 alle 13
ORARIO APERTURA BIGLIETTERIA dal 4 novembre:
– lunedì dalle ore 9.00 alle 13.00, mercoledì dalle 15 alle 19 e sabato dalle 9 alle 13
– il giorno dello spettacolo due ore prima dell’inizio.
Info
Teatro Metropolitano Astra
tel. 0421 590220 (solo in orario biglietteria)
email: astra@sandonadipiave.net
Scopri la Stagione teatrale 2026/2027